Il vertice sulla sicurezza alimentare della FAO

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Il vertice sulla sicurezza alimentare della FAO a Roma rischia di fallire se i governi continueranno a spendere poco per lottare contro la malnutrizione infantile 

 I fondi stanziati dai paesi ricchi per combattere la malnutrizione sono rimasti invariati per sette anni, secondo un rapporto presentato da Medici Senza Frontiere (MSF). Questi fondi equivalgono solamente al 3% di quanto sarebbe necessario per evitare che ogni anno tra i 3,5 e i 5 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiano per cause legate alla malnutrizione. 

Il rapporto “Malnutrizione: quanto è stato speso? Un’analisi dei flussi finanziari a sostegno della lotta alla malnutrizione tra il 2004 e il 2007”, mostra inoltre l’entità degli sprechi nel sistema degli aiuti alimentari. Secondo MSF, molti dei buchi nei finanziamenti potrebbero essere riempiti semplicemente riallocando i fondi esistenti a favore dei gruppi più vulnerabili, i bambini sotto i cinque anni. 

Il rapporto, presentato a una settimana dal Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare a Roma, analizza come siano mancati i finanziamenti per uno sforzo globale per prevenire la malnutrizione infantile – che può portare a invalidità permanenti o alla morte. I paesi ricchi spendono solamente 350 milioni di dollari all’anno, mentre la Banca Mondiale stima necessaria una spesa annuale di 12,5 miliardi di dollari per combattere in maniera adeguata la malnutrizione in 36 paesi gravemente colpiti e in 32 paesi ad alta prevalenza. 

“Al Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare si commetterebbe un gravissimo errore se gli sforzi per sostenere la produzione locale di cibo fossero supportati a spese di un impegno per migliorare e aumentare i programmi nutrizionali”, ha dichiarato Stéphane Doyon, responsabile nutrizione di MSF e co-autore del rapporto. “Questo rapporto documenta il fatto che gli interventi nutrizionali che si sono dimostrati in grado di ridurre il numero delle morti sono rimasti drammaticamente sotto-finanziati”. 

MSF ha utilizzato dati dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), della Commissione Europea, della Gates Foundation e di UNITAID per analizzare i flussi di finanziamento dei principali donatori. Sebbene miliardi di dollari di assistenza internazionale siano classificati come “aiuti alimentari per lo sviluppo e sicurezza alimentare” o “aiuti alimentari d’emergenza”, meno del 2% viene effettivamente speso in interventi destinati specificamente a ridurre la malnutrizione infantile. Inoltre, i fondi esistenti vengono sprecati attraverso pratiche inefficienti, come la politica del governo degli Stati Uniti che invia aiuti alimentari in natura, e che aumenta i costi di 600 milioni di dollari rispetto a una politica di acquisti di aiuti alimentari in loco. 

“L’assenza di sforzi mirati significa che i bambini più piccoli ricevono alimenti inadeguati che non contengono gli elementi nutrizionali fondamentali di cui hanno bisogno per non diventare malnutriti”, continua Doyon. “Esistono opportunità per aumentare in parte i fondi destinati alla nutrizione semplicemente migliorando l’efficienza delle politiche esistenti dei governi donatori”. 

Gli autori del rapporto hanno inoltre affermato che i governi possono migliorare gli aiuti alimentari introducendo alimenti più cari ma più adeguati da un punto di vista nutrizionale alle esigenze dei bambini più piccoli, e finanziandoli. Le organizzazioni internazionali, tra cui MSF, hanno dimostrato come la malnutrizione grave possa essere prevenuta e curata su larga scala. 

Negli ultimi due anni, MSF ha curato oltre 300mila bambini malnutriti in 22 paesi. La malnutrizione indebolisce le difese dei bambini e aumenta il rischio di morte per polmonite, diarrea, malaria, morbillo o AIDS. 

Il rapporto “Malnutrizione: quanto è stato speso? Un’analisi dei flussi finanziari a sostegno della lotta alla malnutrizione tra il 2004 e il 2007” è disponibile on line: 
http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/pubblicazioni.asp?id=2214