LA PROPOSTA: STUDIARE NELLE SCUOLE AUTORI CONTEMPORANEI

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PORTARE GLI AUTORI CONTEMPORANEI, POETI, SCRITTORI ALL’ULTIMO ANNO DELLE SCUOLE ITALIANE PER NON PERDERE LA CULTURA CONTEMPORANEA (filippo Baglini)

Facendo un riscontro tra gli studenti italiani  di oggi ( ma anche quelli di ieri) che  affollano le scuole e spesso sbuffano sui banchi, ho notato che a stento sanno dei poeti del passato spesso imposti per passare una interrogazione per avere una sufficienza, perdendo la vera essenza della poesia e della cultura del nostro paese. 

Peggio ancora ho notato che i giovani nelle scuole italiane non sanno nulla per esempio dei poeti contemporanei.

In altre parole, nella nostra scuola italiana ilprogramma di italiano e’ vasto, ma se ci pensiamo bene arcaico. Voglio dire, nellenostre scuole da sempre si studia Dante, Petrarca, Boccaccio,Foscolo…Leopardi, Manzoni…. e poi al quinto anno in fretta si chiude ilprogramma sfumando su autori come Montale o Ungaretti. I poeti Nobili citatisopra sono e devono essere la base della nostra cultura italiana invidiata datutto il mondo, ma per gli studenti potrebbe essere un danno culturale studiaresempre i poeti lontani e non quelli contemporanei.

Studiare i sommi poeti e’ giusto ma sarebbe meglioevidenziare in loro solo gli aspetti piu importanti e non farci passare soprainteri anni scolastici dove gli studenti si annoiano e a stento capiscono ilsenso vero del messaggio poetico perche non liberi di pensare e di assaporarele idee poetiche, perche’ soffocati da interrogazioni schematiche.

I giovani di oggi sono cambiati, sono immersi in una societa diversa e studiare troppo e sotto pressione poeti lontani dal loro modo di viveve non serve alla loro cultura. E’ vero che un buon futuro si basa sullo studio del passato, ma e’ anche vero che se si studia troppo il passato si rischia di perdere il presente, la cultura del presente, si rischia di perdere poeti contemporanei che scrivono attraverso le loro poesie brandelli di storia attuale spesso con un linguaggio molto simile ai giovani.

Io   Proporro un progetto al ministero della cultura e all’italia intera portare la poesia di poeti contemporanei sui banchidi scuola dell’ultimo anno, poeti contemporanei come  la Merini, Luzzi, Pasolini, Tobino ecc….

Questo sia chiaro non vuol dire non studiare piu i grandipoeti e scrittori del passato, che possono essere studiati nei primi quattroanni di tutte le scuole dando le basi e gli strumenti necessati a chi a vogliadi continuare da solo lo studio e l’approfondimento di autori e poeti che hannofanno la cultura italiana. Vuol dire qualcosa di piu’, dare la possibilita almeno all’ultimo anno di scuola di iniziare a Settembre con un ripasso generale della letterratura italiana e poi approfondire e studiare i poeti contemporanei piu vicini ai giorni nostri al nostro modo di vedere le cose, cosi facendo i giovani nelle scuole non perdono una parte di cultura contemporanea che non studierebbero mai.

Le scuole italiane sfornano giovani, inutile negarlo poco preparati dal punto di vista culturale, non lo dico io ma le statistiche Europee, ed io soffro per questo, perche vivendo in inghilterra, noto  di quanto la cultura italiana sia fondamentale, la piu’ importante del mondo che tutti  ci invidiano. Ci sono inglesi che nelle scuole o nelle universita studiano autori italiani o inglesi del passato e del presente, perche non farlo noi?

L’italia lo sappiamo non e’ una potenza in Europa e nel mondo dal punto di vista militare, economico, ma lo e’ dal punto di vista culturale. Allora vogliamo fare crescere i giovani, che sono il futuro di un paese e della propria cultura senza conoscere la cultura contemporanea, scrittori poeti contemporanei? Mi sembra una cosa molto limitatoria per il futuro di un paese e della sua ricchezza culturale.

I giovani di oggi, non sono stupidi, sono solo stanchi di vedere intorno a se una scuola pressante sotto certi punti di vista arcaica. Sono stufi di leggere sotto l’imposizione di un’insegnate, Foscolo, o Petrarca troppo lontani dal loro mondo dalla loro vita quotidiana.

Bisognarebbe studiare solo i solchi piu importanti e profondi di un poeta del passato, evidenziando l’aspetto piu importante che lo ha portato a costruire le basi della nostra cultura, per poi dare voce a poeti e scrittori contemporanei. Studiare Luzzi o la Merini sui banchi di scuola, farli entrare di diritto dei programmi ministeriali, studiarli come si studia un Dante o un Leopardi, non e’ una perdita di tempo e’ una ricchezza per il futuro che si basa sul nostro presente.

I giovani sono sicuro che apprezzerebbero molto di piu lo studio di poeti contemporanei vissuti nella loro realta nel loro tempo, li sentirebbero voci, echi piu vicini a loro e quindi piu captabili.

E non ci dimentichiamo mai che un poeta e’ di per se anche uno storico, giornalista del suo tempo, racconta fatti ed emozioni a suo modo ma narra la vita in cui si trova immerso, la stessa vita dei giovani che usanto il cellulare, il computer, che scorazzano con i motorini, e che per ora purtroppo  stanno perdendo gran parte della letteratura italiana contemporanea.