FRONTEGGIARE IL RAZZISMO: UNA QUESTIONE EDUCATIVA

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Ritengo essere assai impegnativo imboscarsi in tal argomento evitando la caduta nel banale e ripetitivo,ma intendo correre tale pericolo. (Cristina Tonelli)



Immagino che ogni cervello intelligente a sufficienza ammetta la sciocchezza di tale malato comportamento che per mio enorme sconforto coinvolge anche il mio corpo matto e imperfetto.

Le mie parole orali sono in sciopero ma non il mio cervello assai simile ad un’ape laboriosa.

Il razzismo non guerreggia solo contro il colore dermico  ma osteggia anche la religione ed i particolari come me.Ho provato più volte l’amara esperienza discriminatoria,per viaggiare,passeggiare o posteggiare la macchina e non c’è cura che risolva tale malattia. E’ certamente saggio educare sin da piccoli la convivenza con ogni persona anche se non pare nostro fratello,dunque fomentare la convivenza dall’inizio della carriera di scuola,cioè dall’asilo.

Quando si è piccolini è sufficiente giocare tutti assieme e badare che nessun bambino sia escluso da alcun gioco e crescendo bisogna apertamente 

occuparsene ricercando le origini,conoscendo la 
storia di chi non è tuo vicino di casa o è speciale.Organizzare gruppi di lavoro equilibrati e assai amalgamati,evitare che siano isolate le solite facce e non ci si scordi di nessuno.Tutta questa enorme fatica di scrittura per ribadire che conta solo il cervello,poco la carrozzeria e se arriva da me,ci si può fidare.
                                                            Cristina Tonelli