Il mondo della Aziende si tinge di verde

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Green economy, Italia. Idee, Energia e dintorni 

 

Mercoledi 16 dicembre 2009

Ore 9.45

Centro svizzero – via Palestro 2 

In coincidenza con la Conferenza di Copenhagen sul clima, la Rappresentanza a Milano della Commissione europea e la Fondazione Istud, dopo l’iniziativa dello scorso maggio sulle energie rinnovabili come incentivo alla ripresa economica, propongono un secondo appuntamento chiamato “Green economy, Italia. Idee, Energia e dintorni”, con la partecipazione di esponenti di aziende attive nel settore delle energie rinnovabili e attente a modelli di crescita sostenibili.  

 

L’evento sarà a “Impatto Zero” e le emissioni di CO2 generate saranno  compensate con la creazione di nuove foreste in Sud America.

 

Al convegno parteciperanno Carlo Corazza (Commissione Europea), Stefano Corti (Lifegate), Carlo Montalbetti (Comieco), Sergio Tomasino (Cofely Italia), Sergio Tonfi (Philips), Luciano Zeni (gruppo Acsm), Enrico Albizzati (Pirelli Labs), Andrea Di Stefano (Novamont), Maurizio Ferrario (Ace European Group), Enrico Bruschi (Unendo Energia), Roberto Longo (Aper), Giuseppe Recchi (General Electric) e Francesco Zucchelli (Ibm).

 

Un comportamento, uno stile di vita, ma anche una straordinaria opportunità di creare nuovi posti di lavoro. La Green economy – cioè l’economia “verde”, motore di uno sviluppo sostenibile e sensibile al rispetto dell’ambiente – è ovunque ed è utilizzata nelle sue più diverse declinazioni, anche perché il rapporto di noi tutti rispetto all’ambiente sta cambiando in modo importante e veloce.

 

L’Unione Europea si è data per il 2020 obiettivi molto ambiziosi: riduzione delle emissioni di CO2 del 20%, almeno il 20% di produzione dell’energia da fonti rinnovabili (solare, eolica, geotermica), riduzione dei consumi del 20%. L’Italia è il secondo Paese importatore di energia al mondo, perché non riesce a produrne a sufficienza per le proprie esigenze. Le fonti rinnovabili – grazie allo sfruttamento del sole, di cui siamo ricchi, ma anche del vento e delle fonti geotermiche – contribuirebbero in modo significativo al riequilibrio della nostra bilancia energetica.

Inoltre, l’economia verde non serve solo al minore impatto ambientale: può anche creare nuovi posti di lavoro, rimettendo in moto l’economia. Da qui al 2020, secondo le stime degli economisti, nel settore saranno creati in Europa 2,8 milioni di posti di lavoro.