Agevolare l’accesso al microcredito di chi ha perso il lavoro

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Il Parlamento sostiene la creazione di un nuovo strumento volto ad agevolare l’accesso e le possibilità di ricorso ai microfinanziamenti per la creazione e lo sviluppo di piccole imprese e di attività autonome, soprattutto, per coloro i quali hanno perso il lavoro a causa della crisi

Chiede però che i 100 milioni di euro stanziati per i prossimi 4 anni non siano sottratti a programmi esistenti.   

Con 516 voti favorevoli, 82 contrari e 4 astensioni, il Parlamento ha sostenuto la creazione di un nuovo strumento europeo di microfinanziamento per l’occupazione e l’integrazione sociale, denominato Progress. Tale strumento intende offrire la possibilità di un nuovo inizio ai disoccupati e aprire la strada all’imprenditorialità per alcuni dei gruppi più svantaggiati in Europa “che hanno difficoltà ad accedere al mercato del credito di tipo convenzionale”. 

Per i deputati, il “microfinanziamento” include le garanzie, il microcredito, il capitale azionario e quasi azionario concessi a persone e microimprese. Con “microcredito” si intendono prestiti inferiori a 25.000 euro. Una “microimpresa”, d’altra parte, è “un’impresa che occupa meno di 10 persone, comprese le attività a titolo individuale, e il cui fatturato annuo e/o totale di bilancio non supera 2 milioni di euro”.  

Più in particolare, lo scopo di Progress è di portare in tempi ragionevoli l’accessibilità  e la disponibilità di microfinanziamenti a un livello sufficiente, “in modo da rispondere all’elevata domanda di chi in questo periodo di crisi ne ha più bisogno”.  

Tra questi ultimi sono citati “coloro che hanno perso il lavoro, coloro che rischiano di perdere il lavoro o che incontrano difficoltà a entrare o a rientrare nel mercato del lavoro, nonché coloro a rischio di esclusione sociale oppure le persone più vulnerabili che si trovano in una posizione svantaggiata rispetto all’accesso al mercato del credito convenzionale e che desiderano avviare o sviluppare ulteriormente la loro microimpresa, compresa un’attività autonoma”.  

Beneficiari prioritari del sostegno comunitario sono anche le microimprese, in particolare quelle dell’economia sociale o che occupano persone svantaggiate. 

Lo strumento europeo, in tale contesto, intende promuovere “attivamente” le pari opportunità tra donne e  uomini. 

 

Finanziamento: 100 milioni di euro per quattro anni 

Il pacchetto di emendamenti di compromesso negoziati dal relatore Kinga GÖNCZ (S&D, HU) e sostenuti dai gruppi PPE, S&D, ALDE, ECR e EFD, accetta la proposta della Commissione di fornire un contributo finanziario del bilancio UE pari a 100 milioni di euro per il periodo dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2013. Tuttavia, i deputati non hanno accettato che lo strumento di microcredito fosse alimentato dai fondi supplementari (114 milioni di euro) attribuiti, su richiesta del Parlamento, al programma europeo a favore dei gruppi di persone vulnerabili. 

Per garantire che lo strumento possa essere attivato sin dall’inizio del 2010, il Parlamento propone di stanziare 25 milioni di euro nel Bilancio 2010 (che sarà votato questo giovedì). Per il finanziamento dei tre rimanenti anni, al momento, non vi è accordo tra il parlamento e il Consiglio. I deputati auspicano che le decisioni sui fondi da stanziare siano prese ogni anno nell’ambito della formulazione del bilancio per l’ano successivo, cosicché da escludere la riallocazione di risorse da altri programmi. 
 
 

Con il trattato di Lisbona, in vigore dal 1° dicembre 2009, il Parlamento europeo dispone di nuovi importanti poteri legislativi. Quasi tutta la legislazione dell’UE sarà d’ora innanzi decisa congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri, inclusa quella relativa all’agricoltura, all’immigrazione, all’energia e al bilancio dell’UE. In quanto sola istituzione dell’Unione eletta a suffragio universale diretto, anche la funzione del Parlamento volta ad assicurare che l’UE sia responsabile nei confronti dei cittadini è rafforzata: ad esempio, i deputati avranno maggiore voce in capitolo per le nomine in numerosi posti chiave dell’UE.”