Crisi degli immigrati a Rosario. Di Atonia Pichi, segretario del Partito democratico Zurigo

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I fatti di Rosario scoppiati in questi ultimi giorni mettono in evidenza non solo il problema dell’immigrazione, ma anche quello della precarizzazione del lavoro nel nostro paese.

 Siamo nel terzo millennio, ma per quanto riguarda il mondo del lavoro sembra di vivere ancora nel Medioevo. Altro che rispetto per lo statuto dei lavoratori, di cui il nostro paese sembra vantarsi. Infatti in alcune parti d’Italia meridionale non si viene assunti tramite le liste di collocamento , non si viene pagati  e trattati in base a  un contratto collettivo stilato in base ad accordi sindacali, nemmeno sulla base di leggi esistenti.

Perché mai si dovrebbe?

Tutto è molto più semplice: si va in piazza  la mattina molto presto e si aspetta.  Ad un certo punto arriva il “caporale” (che non si deve però confondere con un grado dell’esercito regolare, infatti  qui di regolare non c’è niente!) che sceglie le persone più robuste e fisicamente adatte che dovranno lavorare. Orario di lavoro? Circa 15 – 18 ore di seguito fino all’imbrunire.

Tipo di lavoro? Nei campi ( raccogliere frutta, pomodori eccetera dipende dalla stagione ) ma può trattarsi anche di altro per esempio lavorare nell’edilizia…o in piccole ditte.

Paga? Circa 20/ 25 euro al giorno. Però bisogna dare 5 euro al caporale e poi qualcosa a chi ti trasporta sul posto di lavoro.

Contributi? Non esistono.

Pensione? Neanche a parlarne.

Cassa malati? Non c’è. L’immigrato deve stare bene , diversamente il problema è suo.

Infortuni sul lavoro? Sei tu che devi stare attento. Nessuno ti paga se ti fai male sul posto di lavoro.

Licenziamento? Può avvenire in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo.

Datori di lavoro? Non si sa chi siano. Si è già contenti di essere recrutati e si lavora e basta. Non ti riguarda.

Certo che questo è un paradiso per datori di lavoro senza scrupoli: sembrano quasi invisibili ,non hanno nessun dovere e nessun obbligo nei confronti dei dipendenti ed inoltre possono pagare così poco in cambio di tanto lavoro. Possono anche correre il rischio di arricchirsi!

Molti lavori ripetitivi, usuranti e fisicamente impegnativi e rischiosi sono svolti da molti immigrati, ma in certi settori anche italiani che invece sono disponibili a causa del forte stato di bisogno e che vengono quindi sfruttati con questo sistema. Però zitti e basta! Anche se ti offendono e ti sparano contro.

Guai a ribellarsi ! Scoppia una guerra, qualcuno ha anche preso fucili  o bastoni e ci sono state aggressioni. Basta guardare nei giornali le foto e le immagini dei ricoverati coperti di sangue. È sangue di esseri umani anche questo! Si  è intervenuti trasferendo gli immigrati e distruggendo i loro ricoveri provvisori e fatiscenti.

Cosa è stato fatto nei confronti dei datori di lavoro? Di chi ha sfruttato queste persone? Sopratutto cosa si intende fare per regolarizzare il mondo del lavoro?

Chi si è curato dei lavoratori sfruttati ? Non basta trasferire gli immigrati  quasi  a voler negare che tutto questo sia avvenuto. Il governo italiano deve prendere dei provvedimenti seri, tutelare le persone che lavorano ed impedirne lo sfruttamento.

Che faranno i ministri e gli amministratori locali? Che farà adesso il governo? Cosa deciderà il ministro del Lavoro? Non è giunto il momento, che di fronte a tante disfunzioni legilsative vengano finalmente applicate anche in questo campo regole certe , che valgano sia per l’italiano sia per l’immigrato, e che ci siano persone che le facciano rispettare. Altrimenti continueremo a vivere nel Medioevo, a dispetto del calendario!