Quant’è Dolce Naufragar Nel Nostro Mare?

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Ci risiamo. Usi e (mal)costumi sono duri a morire. Nel giorno in cui si torna a parlare di processo breve, tutto il mondo politico tende l’orecchio per sentire il rintocco della campana. Presidente della Repubblica e alte cariche ben schierate, la prima linea è in tenuta di gala. I magistrati? Non fanno audience, per una volta, o forse ne fanno di più, perché difendere i diritti della Costituzione e della Legge è ormai un affare mediatico. Difficile sostenerli solo in aula. Chiedono in ragionevole coro un’integrazione all’organico cronicamente negata, ed aprono uno spiraglio allo snellimento procedurale, che una volta rimpinguate le fila e sistemato l’ingranaggio sarà pressoché fisiologico. Se le comprensibili istanze verranno soddisfatte, si potrà realizzare un passo degno di un paragrafo di storia, in caso contrario, l’Europa continuerà a bacchettarci, resteremo il centocinquantatreesimo paese al mondo per (in)efficienza giudiziaria, il guardasigilli Alfano dormirà sonni inquieti, e la stampa sfornerà il ritornello d’apertura: ci risiamo. Già, anche nella corsa alle poltrone, dove la vittoria del bravo Nichi Vendola ha mostrato ancora una volta che il PD non sa correre in equilibrio, privo di accordi, coesione, e di una linea unitaria interna. Qualcuno ha detto che lo spirito dell’Ulivo è morto, ma a conti fatti viene da chiedersi se questo sia mai nato. Senza vergogna, i Maestri di Cerimonia sono corsi ai ripari offrendo alla Puglia un’alternativa che sa di riciclo, di inossidabile inciucio, ecco perché al candidato è stato consigliato, ironicamente, di continuare a correre da solo. Ma all’istrionico e preparatissimo poeta di Bari non può far che piacere, sicuro com’è di una meritata vittoria, nella terra del “ci risiamo”. Perché in materia di cialtronerie siamo una fucina, e nonostante la scaltrezza delle nuove truffe, seguitiamo a scoprirne di vecchie. Falsi ciechi alla guida di auto e moto di grossa cilindrata non si contano più, così come gli assegni d’invalidità staccati a beneficio di chi non ha mai frequentato un ospedale, una sala operatoria. È risaputo che l’italiano medio sa sempre a chi votarsi, e nessun paese ha consegnato agli altari un numero tanto elevato di virtuosi. Tutti, con la loro specializzazione. Per le malattie alla schiena c’è Sant’Orso, per quelle di stomaco Erasmo da Formia, per proteggere i denti San’Apollonia. Nessun ritegno, come spiegava a suo tempo San Tommaso, perché non siamo fatti solo d’anima. E per non perdersi nelle profondità subacquee della burocrazia corrotta non ci resta che San Paolo, lui sapeva quant’è brutto il naufragio.