Haiti, a un mese dal terremoto la situazione rimane difficile

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Haiti, a un mese dal terremoto la situazione rimane difficileMSF fino ad oggi ha curato più di 18mila pazienti e ha realizzato più di 2000 interventi chirurgicie inviato 1400 tonnellate di materiale sull’isola – A un mese dal devastante terremoto che ha colpito Haiti è ancora difficile dare stime precise: più di 200mila morti, circa 300mila feriti e centinaia di migliaia di senza tetto. Fin dal primo giorno le equipe di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno fornito assistenza medica e cure salvavita. In questo momento il lavoro è su due fronti: le cure post-operatorie e il miglioramento delle condizioni di vita dei civili.Il 12 gennaio le strutture di MSF a Port au Prince non hanno resistito alla scossa principale che ha colpito Haiti. Per i giorni successivi infatti MSF ha perso le tracce di molti dei suoi operatori locali, per poi scoprire che sette di loro sono deceduti. A pochi minuti dalla catastrofe i feriti gravi hanno cominciato ad arrivare nelle strutture di MSF a Cité Soleil, Martissant, Trinité e Carrefour. Per il grande afflusso dei feriti è stato necessario lavorare anche di notte, utilizzando i generatori e le luci degli automezzi.Solo la mattina successiva si è davvero capita la portata del disastro ed è stato chiaro che il numero dei feriti era sproporzionato rispetto alla capacità di risposta medica del paese. I bisogni medico-chirurgici erano immensi. Le equipe di MSF curavano più persone che potevano, effettuando operazioni ovunque fosse possibile, persino in strada, sotto strutture provvisorie e sotto teli di plastica, e al contempo cercavano di individuare nuovi siti in cui allestire altre sale operatorie. Molti operatori locali di MSF lavoravano duramente nonostante avessero perso la casa e in alcuni casi anche i familiari e gli amici.Oggi MSF sta lavorando in più di 20 luoghi nell’area di Port au Prince e anche nei dintorni, nelle città di Leogane e Jacmel, e ha allestito 10 sale operatorie per interventi chirurgici più complessi e altre 5 sale operatorie per interventi di minore entità. Dal 12 gennaio MSF ha curato più di 18mila pazienti e ha realizzato più di 2000 interventi chirurgici. MSF attualmente lavora con oltre 1800 operatori in totale, di cui 1450 locali. Circa 1400 tonnellate di attrezzature mediche e altro materiale sono state inviate nel paese, anche attraverso il territorio della Repubblica Dominicana e altre 350 tonnellate di aiuti arriveranno nelle prossime settimane.MSF continua ad operare le persone ferite durante il terremoto, alcuni dei casi più gravi necessitano di più interventi, ma dopo la prima fase di emergenza in cui si operava 24 ore su 24 per effettuare interventi salva-vita, le priorità mediche ora sono le cure post-operatorie e il ripristino dell’assistenza sanitaria di base e quella per i casi cronici. MSF ha già aperto quattro siti specializzati in cure post-operatorie: a Delmas 30, a Lycee nell’area di Champ de Mars, nell’ex-asilo Mickey e a Promesse. Un’altra clinica per 150 pazienti sarà a breve aperta a Sarthe.MSF aumenterà nelle prossime settimane i posti-letto disponibili per poter prendere in cura il maggior numero di pazienti possibile, compresi coloro i quali sono stati operati in altre strutture che però non sono in grado di fornire cure post-operatorie. Il problema oggi è che stanno partendo alcune equipe mediche intervenute a Haiti nella prima fase dell’emergenza, lasciando così scoperti alcuni bisogni sanitari. Inoltre MSF sta lavorando a progetti di salute mentale in vari siti. Il supporto psicologico è estremamente importante soprattutto per persone che hanno subito ferite gravi, specialmente amputazioni. MSF ha iniziato a svolgere supporto psicologico anche attraverso l’utilizzo di cliniche mobili che possono raggiungere i pazienti nei campi sfollati.Oggi, a quattro settimane dal sisma, e con l’avvicinarsi della stagione delle piogge c’è molta preoccupazione a Haiti per le condizioni in cui si è costretti a vivere. Molte persone non hanno ancora ricevuto tende e kit igienici, molte altre non hanno avuto ancora accesso all’acqua pulita e mancano strutture igienico-sanitarie.“E’ difficile credere che a un mese dal sisma un numero così elevato di persone vivano sotto i teli in mezzo alla strada”, dice Christophe Fournier, Presidente internazionale di Medici Senza Frontiere, che è stato a Haiti nei giorni scorsi. “MSF ha distribuito tende, kit igienico-sanitari e il necessario per cucinare, ma soprattutto si sta dedicando all’assistenza medico-sanitaria. Ci chiediamo come ci possa essere una distanza così grande tra le promesse di massicci finanziamenti nel paese e la lentezza nella distribuzione degli aiuti. MSF è preoccupata che con l’arrivo della stagione delle piogge ci potranno essere nuove emergenze mediche, considerando che le persone vivono senza ripari e vengono da noi con infezioni respiratorie e diarrea”.