Quando essere italiani e’ amaro..

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 Incontro Robbie per lavoro, un imbianchino come tanti a Londra. Nonostante il suo ottimo inglese, capisco che non è nato qui, nel tragitto verso casa gli chiedo: “Di dove sei Rob?” e da li inizia la sua storia 

“Beh, vengo da un Paese che voi italiani non amate tanto”.La sua risposta mi incuriosisce, “noi” italiani amiamo tutti, gli italiani “brava gente”, un popolo aperto e accogliente. Questi stereotipi scricchiolano.Allora insisto “Perché dici così? Di dove sei?” e lui “Sono rumeno”. In un attimo mi sento a disagio e capisco la ragione della sua risposta. Il suo sguardo è velato di infinita tristezza e al tempo stesso dolcezza. Un senso di amarezza mi assale, è la prima volta da quando vivo a Londra che l’essere italiana mi mette in imbarazzo. Decido di andare a fondo e gli chiedo: “Cosa pensi degli italiani?” e lui sorridendo mi dice “ Credo che l’Italia sia uno dei Paesi più belli al mondo, mi piacerebbe un giorno andarci in vacanza, visitare le vostre città d’arte e provare la vostra ottima cucina, ma ascoltando i tg, leggendo i giornali, mi rendo conto che noi rumeni non siamo benvenuti nel vostro territorio”. “Sia ben chiaro” – afferma immediatamente – “sono il primo a condannare i rumeni che commettono reati, ma questa e’ solo la parte marcia della nostra nazione, non siamo tutti così e in tutti i Paesi ci sono buoni e cattivi”.Robert mi racconta la sua storia. Si e’ laureato in recitazione a Timisoara, la sua città, ha lavorato come attore ma il contesto povero e privo di opportunità non gli consentiva di inseguire il suo sogno, così un giorno ha deciso di seguire il fratello, anch’egli emigrato a Londra. Sono 8 anni che Robbie, 39 anni, vive e lavora a Londra. Mi confessa che Londra non gli piace e che, probabilmente entro fine anno tornerà in Romania “ Non sono riuscito a trovare la mia strada qui e lavorando come imbianchino, sto solo rinunciando alla mia passione”.Provo a “giustificare” l’accanimento dei media italiani contro I suoi connazionali e gli dico che non tutti gli italiani hanno questi pregiudizi ma, mentre lo dico, mi interrompe e dice: “Beh, gli italiani sono un grande popolo, ma adesso io avrei paura a venire in Italia, temo che se venissi non mi servirebbero neanche un caffè al bar in quanto sono rumeno”. Robbie mi spiega che la maggior parte dei rumeni che viene in Italia lo fa perché è più semplice imparare la lingua e aspira solo a trovare un lavoro “siamo l’unica Nazione dell’Est Europa a discendere dall’impero romano e la nostra è l’unica lingua romanza, in fondo siamo più simili di quanto si immagini” afferma sorridendo.Il nostro discorso prosegue anche mentre Robbie lavora in casa. E cosi mi spiega che la sua città e’ “famosa” fra gli italiani ,“Non hai idea di quanti italiani di mezza età, tra i 50 e i 60 anni, vengano a Timisoara e in altre parti della Romania, per incontrare belle ragazze, spesso minorenni” mi dice “ e’ un fenomeno noto e squallido, ma non per questo in Romania si fa una campagna d’odio contro gli italiani in generale, in quanto come in tutti i popoli, ci sono le parti marce e le parti buone. Io preferisco credere che in Italia la maggior parte della popolazione sia buona, mentre in Italia si preferisce credere che la maggior parte dei rumeni sia marcia, questa è la differenza”.Le parole di Robbie mi colpiscono e mi fanno riflettere, in una città cosmopolita come Londra, non ci si indigna ne’ ci si sconvolge se gli “stranieri” sono così ben integrati, anzi si lavora affinché questo avvenga e, mentre rifletto, mi vengono in mente le parole dei nostri politici (“l’Italia non e’ un Paese multietnico”), mi balzano alla memoria le notizie che leggiamo ogni giorno, spesso indifferenti in quanto assuefatti. Ripenso con orrore ai respingimenti in mare, alla battaglia di Rosarno, di Castel Volturno… L’amarezza e l’imbarazzo sono gli unici sentimenti che provo al momento.Robbie intanto conclude il suo lavoro, gli chiedo “quant’ e’?” e lui sorridendo risponde “Nulla. Regalami una bottiglia di vino italiano, non sono un esperto e non credo che andrò mai in Italia, per cui mi farebbe piacere che tu la scegliessi per me”.“Certo Robbie, la sceglierò per te” gli rispondo “ma spero davvero che tu un giorno venga in Italia, magari un giorno in cui non dovrai aver paura di dire di essere rumeno”.

 

foto:.wordpress.com