Anna Politkovskaja: una voce che non può tacere

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ANNA POLITKOVSKAJA: UNA VOCE CHE NON PUO’ TACERE
Scritto da Giorgia De Osti   
giovedì 12 novembre 2009

Russia, 7 ottobre 2006, Putin al potere. Il corpo senza vita di una giornalista viene ritrovato nell’ascensore della sua casa a Mosca: l’ennesima vittima del silenzio.

 

Quella vittima era Anna Politkovskaja, la giornalista di «Novaja gazeta» che ha testimoniato con voce altisonante gli episodi di corruzione e violenza avvenuti durante i conflitti in Cecenia, criticando pesantemente la condotta di Putin. 

Di certo non si può parlare di una giornalista qualunque. La sua voce non si disperdeva con le altre nel silenzio imposto dal potere, al contrario si elevava con sicurezza e professionalità in nome di una lotta alla corruzione a cui lei era a capo.

La speranza che qualcosa potesse cambiare la investiva al punto tale da non riuscire a fermarsi, nemmeno di fronte alle minacce di morte. L’unico strumento che possedeva erano le parole. Con esse cercava di scuotere il mondo e al tempo stesso di alleggerire la propria coscienza, incapace di sostenere da sola il peso di una agghiacciante verità. 

I suoi libri, a partire da La Russia di Putin, Diario Russo e Proibito Parlare, raccontano i segreti e le debolezze di un paese avvolto nel mistero. Attraverso la voce di Anna Politkovskaja parlano civili ridotti in miseria, genitori i cui figli sono morti o scomparsi in circostanze sconosciute, vittime della corruzione militare che raccontano la propria esperienza non risparmiando i dettagli.

In queste occasioni, la Politkovskaja non è solo giornalista ma soprattutto una cittadina russa che supera la vergogna nel rendere pubbliche terribili testimonianze specchio del proprio paese, riconoscendone l’importanza in nome di un possibile cambiamento.  

Ad oggi poco è cambiato. Basti pensare che il processo indetto per l’omicidio della scrittrice si è concluso senza alcun colpevole o che continua ad aumentare il numero dei giornalisti uccisi in Russia. Ciò nonostante non va dimenticato che Anna Politkovskaja ha dato forma ad un giornalismo libero e indipendente che oggi si mantiene vivo grazie alla voce dei suoi seguaci. 
 

PER SAPERNE DI PIU’ 

-Cecenia. Il disonore russo, 2009, Fandango Libri

-Per questo. Alle radici di una morte annunciata. Articoli 1999-2006, 2009, Adelphi

-Un piccolo angolo di inferno, 2008, Rizzoli

-Diario russo 2003-2005, 2007, Adelphi

-Proibito parlare. Cecenia, Beslan,Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin, 2007, Mondadori

-La Russia di Putin, 2005, Adelphi

www.associazionepolitkovskaja.eu