UN APPELLO PER CARMELA

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Nessun passo avanti nella vicenda dello stupro di Carmela Cirella. A tre anni dalla tragica morte della tredicenne napoletana, la sua famiglia aspetta ancora una sentenza di condanna per i colpevoli. Il bisogno di giustizia di Alfonso e Luisa, i genitori della piccola, per l’ennesima volta tradito. E’ slittato ancora l’inizio del processo contro gli stupratori di Carmela, e a breve scade il termine della messa in prova per i minorenni che hanno infierito sulla bambina. Una beffa, ancora una e la terribile sensazione di essere dimenticati dal mondo intero. Un dolore troppo grande da affrontare in solitudine. Nell’indifferenza delle istituzioni, che promettono e non mantengono;della gente, che pensa ma si, in fondo Carmela era una delle tante bambine violentate nel mondo;di tante associazioni per la tutela dei minori impegnate nella promozione della propria immagine ma dimentiche della missione fondamentale e troppo avare per concedere un patrocinio morale. Carmela Cirella è stata uccisa tante volte e continua ad essere uccisa. Lo stupro,gli psicofarmaci, i servizi sociali, il suicidio. E’ tanto ma forse troppo poco in confronto alla solitudine di Carmela e adesso della sua famiglia. Ai lettori di ItaloEuropeo, un appello: non dimentichiamo Carmela, non abbandoniamo i suoi genitori, tutti insieme chiediamo a chi di dovere di dare una risposta concreta al bisogno i giustizia di questa famiglia. A voi, mamme e papà che leggete, Carmela potrebbe essere vostra figlia. Chi vorrebbe mai che una figlia subisse quello che ha subito lei? Alfonso, il papà, è stremato. Una parola, un’email, una preghiera, il sostegno morale possono aiutarlo a portare avanti la sua battaglia.