PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO: IL TEST HPV DNA

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 I principali esperti europei, riuniti a Montecarlo in occasione del congresso EUROGIN, hanno sottolineato l’importanza dell’introduzione del Test HPV DNA nello screening primario nei programmi di prevenzione del tumore del collo dell’utero  I principali esperti di Papillomavirus e prevenzione del tumore del collo dell’utero, che hanno partecipato nei giorni scorsi al congresso EUROGIN 2010 (European Research Organization on Genital Infection and Neoplasia) di Montecarlo e presentato vari studi clinici al simposio QIAGEN, hanno consigliato l’uso regolare del test HPV DNA ad alto rischio nello screening primario, seguito dal Pap test, nelle donne oltre i 30 anni di età. Come convenuto nell’arco di tutta la settimana, esistono da tempo prove evidenti, derivate da studi clinici randomizzati effettuati su larga scala, che il test HPV DNA, eseguito con la tecnologia HC2, è considerato un “gold standard”, in quanto rileva la malattia a uno stadio precoce e offre una protezione a lungo termine, fino a 6 anni, non paragonabile a qualsiasi altro screening oggi disponibile. Pertanto questo test consente strategie più efficaci nella prevenzione del cancro alla cervice rispetto al solo esame citologico (Pap test), con un prolungamento dell’intervallo fra un controllo e l’altro e il conseguente vantaggio non solo per le donne ma anche per il sistema sanitario pubblico.Ulteriori studi compiuti su larga scala, che hanno coinvolto diversi Paesi quali l’Italia, il Canada, i Paesi Bassi, la Svezia, il Regno Unito, la Spagna e l’India, hanno coerentemente dimostrato che il test HPV DNA HC2 è più sensibile e offre una protezione maggiore e più a lungo termine da lesioni del collo dell’utero clinicamente rilevanti (CIN2+) e dal cancro invasivo in confronto al solo esame citologico.“Si tratta di un nuovo paradigma, conveniente per lo screening del cancro cervicale nel lungo termine”, ha dichiarato il Professor Jack Cuzick, Cancer Research UK, Centre for Epidemiology, Mathematics & Statistics (Wolfson Institute of Preventive Medicine), Regno Unito. “Esistono prove convincenti a supporto del ruolo del test HPV DNA come screening a lungo termine e dati di sicurezza concreti rilevati sulle pazienti, che dimostrano che la protezione dopo un test HPV DNA negativo risulta molto più lunga rispetto a quella dopo un esame citologico negativo”.“Ripetuti studi hanno dimostrato, negli anni, che disponiamo di prove sufficienti a sostenere che lo screening con HPV DNA Test è più sensibile e ha un valore predittivo a lungo termine migliore rispetto all’esame citologico”, ha dichiarato il Professor Xavier Bosch, Responsabile del Programma di Ricerca Epidemiologica presso l’Istituto di Oncologia Catalano, Barcellona, Spagna.In un commento sulla lentezza di molti paesi nell’introduzione del test HPV nel normale screening per il cancro cervicale, il Professor Cuzick ha dichiarato: “È scandaloso che le evidenze non possano essere messe in pratica più velocemente”.