INCHIESTA-RIC_IN ESCLUSIVA PER NOI: LA RICERCA -TESI SU JOHN RUSKIN

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In anteprima L’INTERA RICERCA/TESI IN PDF della Dott.ssa. Eleonora Peirè, che ci presenta lo scrittore, poeta e critico d’arte inglese JOHN RUSKIN

 

 

 

 

CAPITOLI I:- La rilevanza biografica – L’infanzia-La conversione al naturalismo….e altro

CAPITOLI II [parte I]- Un percorso verso Sud – L’italia e gli inferi

 


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LE IMPORTANTI RICERCHE INEDITE FATTE DALLA Dott.ssa. Eleonora Peirè su JOHN RUSKIN  ecco il pdf: tesi_completa.pdf 

Copyright © 2005 – 2008 L’ItaloEuropeo e della stessa autrice la Dott.ssa. Eleonora Peirè


Prefazione

L’impresa in cui mi sono cimentata si è protratta per oltre due anni, articolandosi in un continuo prelevare e riporre i volumi della meritevole collana Cook-Wedderburn, la quale raccoglie più di qualsiasi altra gli scritti di John Ruskin. In questa meticolosa e complessa attività solitaria, mi sono talvolta meravigliata nel trovare numerose pagine di alcuni dei 39 tomi (come del resto di altre edizioni di opere singole) ancora da tagliare. Il far scorrere con cura il tagliacarte tra un foglio e l’altro, fu per me un’emozione simile a quella di chi spezza il sigillo del tempo, e ne svela il volto. Trascorsero poche settimane da questi episodi, quando su un’antologia dello studioso inglese, curata da Kenneth Clark, scoprii che il mio gesto compiuto a cento e più anni dalla pubblicazione della Cook-Wedderburn – come ad una trentina dalla stampa delle altre pubblicazioni di singoli saggi -, fu probabilmente comune ad altri studenti e appassionati sparsi per il mondo.
 Clark, nell’introduzione del 1962 a Ruskin Today infatti scrive:It is sometimes said that the size of the edition [E.T. Cook – A. Wedderburn, 1903-’11]  acted like a tombstone on Ruskin’s reputation, but in fact, a popular edition of favourite works, which appeared at the same time, was equally unread, and is still in print; and some of the volumes in the London Library set, which was bought in publication, are uncut. L’idea che Cook e Wedderburn abbiano fornito a Ruskin la lapide su cui egli stesso scrisse il proprio epitaffio, è alquanto sconcertante, poiché ciò che questi fece, fino allo stremo della sua vita, fu lottare armato di carta, inchiostro, pennelli e matite, contro la morte in senso lato, e il dissolversi della memoria. Egli non aveva timore della propria fine, piuttosto: era disgustato, costernato dal perire di tutto il resto attorno a sé.
 Egli si immedesimò in ogni cosa amata, fosse essa la natura, l’arte o lo spirito di un popolo, e ne scrisse, esponendo dunque anche sé stesso. Non v’è infatti una sola riga in questo autore che si possa percepire come impersonale: egli impregnò la singola parola delle proprie sensazioni e convinzioni, della propria fede, e passione.
Nell’approcciare John Ruskin balza subito agli occhi l’incostanza del pensiero, una reiterata incoerenza che denota, paradossalmente, una coerenza profonda, che è quella con sé medesimo. Il suo coraggio e la sua intelligenza risiedettero anche nel rivedere le proprie posizioni, e nell’ammettere – esponendosi al pubblico ludibrio – di aver commesso in passato errori di giudizio, per responsabilità proprie o per cause contingenti. Durante la sua vita, infatti, animò nel pubblico e nei critici ammirazione e biasimo con eguale intensità.
Ruskin non si presta a una lettura scorrevole o superficiale. La complessità dell’uomo passa e si manifesta tanto nei contenuti quanto nel linguaggio. E proprio questo impiego particolare della lingua inglese, come se si trattasse di un idioma romanzo, fu cagione di molte delle critiche sulle riviste dell’epoca che lo tacciarono d’incomprensibilità, come del resto la sua impavida esposizione di giudizi e opinioni, gli attirò l’antipatia di intere categorie sociali o di mestieri.
Quel che da subito mi colpì nel leggere le numerose biografie, e soprattutto l’autobiografia, fu il viaggio perpetuo, fisico e mentale, che cominciò in gioventù avventurandosi nel Continente, e che proseguì fino alla fine dei suoi giorni, dopo aver percorso le strade del Tempo con le sue tante storie, quelle della natura, raccontata dagli alberi e dalle rocce, e dell’arte, lungo il susseguirsi dei suoi stili, architettonici e pittorici.
Vista la mole e l’eterogeneità dell’opera omnia ruskiniana, orientarsi in essa non fu affatto semplice. I riferimenti al Nord e al Sud sono in effetti molteplici, ma spesso del tutto insignificanti. Per comprendere ciò che ha rilievo e ciò che, al contrario, può essere scartato, è necessario abbandonare ogni pregiudizio, credenza o aspettativa, e lasciarsi condurre dall’autore stesso dentro il fluire dei propri pensieri. Spesso le citate contraddizioni hanno un incedere serrato, come la variabilità dei temi una continuità indistinta, cosicché il raggiungimento di un’opinione solida diviene arduo e passibile di dubbio. Perciò talvolta è bene estraniarsi dal particolare, e considerare un suo dato lavoro in generale, come tal’altra è impellente fare l’esatto opposto: tralasciare i propositi generali e indagare la minuzia – sia anche linguistica o espressiva.
Il mio proposito sarà dunque quello di connettere in modo atemporale ogni riferimento alle due aree europee qui considerate, mettendone in risalto le affinità, le commistioni e le differenze.
Molte delle opere menzionate non potranno essere viste in dettaglio sia per ragioni di spazio, sia per motivi di pertinenza, giacché non occupandosi mai, John Ruskin, in modo specifico di Nord e di Sud, ogni cenno a questi dovrà essere estrapolato, dotandolo d’una contestualizzazione minima o funzionale.
Durante la mia indagine ho avvertito l’urgenza, proprio per tale scarsità di dichiarazioni esplicite significative in merito ai due poli, di affrontare la lettura dei diari e lettere dell’autore, scoprendo così un tesoro letterario e descrittivo raro, che dà la dimensione dell’uomo privato in modo delicato ed eccelso.
Con l’intento di dar rilievo al robusto legame fra la sua vita e la sua opera, do inizio alla presente trattazione con un capitolo biografico. La sua vita è infatti essenziale per comprendere il suo pensiero, le passioni, il suo lavoro e le sue credenze. Ed è in virtù di questo che mi sento di affermare che, se l’edizione dell’opera completa curata da Cook-Wedderburn rappresenta la pietra tombale per l’autore, essa è anche la lapide posta sulle spoglie sepolte di un mondo meraviglioso, che gli uomini dell’Ottocento, sordi alle accorate parole di Ruskin, hanno distrutto per sempre.


CAPITOLI I:- La rilevanza biografica – L’infanzia-La conversione al naturalismo….e altro

 

CAPITOLI II [parte I]- Un percorso verso Sud – L’italia e gli inferi

un grazie al dott. Fabio Pigola nostro caporedattore che ha curato l’impaginazione.

 



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