Parte l’iniziativa dei cittadini: tutti possiamo chiedere all’UE di agire

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 Per la prima volta in assoluto, i semplici cittadini avranno la possibilità di sollecitare in modo diretto l’adozione di nuove leggi europee . Questo prevede la proposta presentata dalla Commissione europea: sin dal momento in cui ho assunto le mie funzioni, in febbraio, una delle mie priorità è stata quella di porre in essere al più presto la cosiddetta ” iniziativa dei cittadini europei”. Prevista dal trattato di Lisbona, l’iniziativa dei cittadini europei introdurrà nell’UE una forma di democrazia partecipativa del tutto nuova. È un’idea che trovo entusiasmante e che sono certo rappresenterà un reale progresso nella vita democratica dell’Unione.L’iniziativa è un esempio concreto della realizzazione di un progetto di cui a Bruxelles si parla tantissimo, che è quello di “avvicinare l’Europa ai suoi cittadini”. Spero anche che l’iniziativa darà vita ad un vivace dibattito transnazionale sulle attività svolte a Bruxelles e che porterà ad una migliore legiferazione ispirata dalla base. Mi auguro che il Parlamento europeo e gli Stati membri dell’UE, in sede di Consiglio, possano adottare la nostra proposta entro la fine dell’anno, in modo che le prime iniziative possano essere avviate all’inizio del 2011.La proposta prevede che la Commissione europea possa essere invitata a presentare proposte legislative nei suoi settori di competenza da iniziative popolari che devono essere sostenute dalle firme di almeno un milione di cittadini appartenenti ad almeno un terzo degli Stati membri (cioè, nella situazione attuale, ad almeno 9 Stati membri). Per far sì che alla Commissione pervengano iniziative di carattere realmente paneuropeo, la nostra proposta prevede un numero minimo di firmatari per ciascun paese.Nell’elaborare il progetto, ho voluto assolutamente prevedere procedure semplici, facili da utilizzare, accessibili a tutti e non eccessivamente burocratiche. È indispensabile che questo nuovo e rivoluzionario strumento del processo democratico abbia carattere credibile, garantisca la protezione dei dati e non sia soggetto ad abusi o frodi. Come è stato chiesto con insistenza da molti di coloro che hanno preso parte alle consultazioni sull’iniziativa, non vi saranno restrizioni circa i modi e le sedi in cui sarà possibile raccogliere le firme; ciò potrà avvenire ad esempio per strada oppure online.Se da un lato la Commissione conserva il suo pieno diritto di presentare proposte legislative in ambito UE, le iniziative dei cittadini riceveranno la massima attenzione e saranno trattate con estrema serietà. Dopo la raccolta delle firme e la loro verifica, verrà determinato se l’idea proposta tramite l’iniziativa rientra nei poteri dell’UE e la Commissione avrà quattro mesi per decidere su come agire. La Commissione potrebbe procedere all’elaborazione di una proposta legislativa oppure potrebbe dare un diverso seguito all’iniziativa, ad esempio effettuando uno studio, o potrebbe decidere che non è opportuno intraprendere alcuna azione. Qualunque sia il seguito dato all’iniziativa popolare, la Commissione dovrà spiegarne le ragioni in una relazione disponibile al pubblico.Mi fa piacere ricordare che la proposta relativa all’iniziativa dei cittadini europei è il risultato di un ampio processo di consultazione nel quale sono confluiti i contributi di circa 330 persone, organizzazioni e autorità pubbliche. Abbiamo raccolto i buoni consigli ricevuti e abbiamo usufruito delle esperienze maturate in alcuni dei nostri Stati membri con iniziative simili. Anche il Parlamento europeo ci ha incoraggiati mediante una risoluzione che sosteneva entusiasticamente l’idea. Questa iniziativa mira fondamentalmente a far uscire l’UE dal ristretto spazio degli uffici di Bruxelles e a conferirle una piena espressione democratica. Aspetto con impazienza il momento in cui l’iniziativa dei cittadini sarà operativa ed esorto il pubblico a far uso di questa interessantissima innovazione.