L’Europa che c’è

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 Sono stati molti gli appuntamenti che, a cavallo del fine settimana, hanno visto protagonista la Commissione europea nelle nostre regioni. Tema centrale, sempre quello: l’uscita dalla crisi, le difficoltà sui lati delle finanze pubbliche e dell’occupazione.  Il primo piano spetta al Presidente Barroso che dal Collegio europeo di Parma ha lanciato un messaggio chiaro sulla solidità dell’economia dell’Italia. Dichiarazione di fiducia importante, visto che sul territorio le imprese, in particolare quelle piccole e medie, soffrono ancora, e che d’altra parte alcuni paesi della zona euro sono ancora in grande difficoltà sul versante dei conti. Nelle stesse ore l’eurogruppo annunciava l’intervento sulla Grecia, basato su prestiti forniti a tassi di mercato (e non, come scritto dai soliti noti, su regali a spese del contribuente).I temi dell’impresa erano stati approfonditi, sempre a Parma, dalla celebrazione di Confindustria: il Commissario alla concorrenza Almunia aveva ribadito con vigore la necessità di credere alle regole europee come solido strumento di ripresa contro ogni deriva protezionistica, e quello all’impresa Tajani annunciava misure importanti come quella sui ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione (che in Italia mettono a rischio la sopravvivenza di molte piccole imprese e quindi di molto lavoro). Nella stessa occasione il Presidente della Banca Centrale Trichet anticipava i temi ripresi da Barroso, mettendo l’accento sulla necessità delle riforme.Possiamo testimoniare che l’interesse suscitato da tutti questi interventi "europei" è stato forte, sia tra gli imprenditori di Confindustria, sia tra i rappresentanti del Governo italiano (da tempo il Ministro Tremonti imposta la sua azione in linea con le esigenze europee di stabilità), sia tra i piccoli artigiani del Piemonte che lunedì sera hanno discusso con la Commissione di ritardi dei pagamenti. Nei TG ce n’è poca, ma l’Italia che lavora sa che l’Europa c’è e lavora anche lei. Matteo Fornara