PREMIO DI LAUREA “SERGIO ROTILI”

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Il professore Carlo Viggiani ha tenuto una conferenza su ‘Ingegneria Geotecnica e Beni Culturali”, in occasione della consegna del Premio di Laurea “Sergio Rotili”, a due laureati dell’Università degli Studi del Sannio. Allo scopo di onorare la memoria dell’ingegnere Sergio Rotili, che ha svolto per molti anni l’attività professionale nel settore dell’Ingegneria Civile distinguendosi per la competenza, la visione ampia e lungimirante, la capacità di aggiornamento e innovazione, la casa editrice Hevelius e l’Università del Sannio hanno istituito in accordo un premio di laurea da assegnare a tesi su temi attinenti l’Ingegneria Civile. Il premio, che si propone di valorizzare il lavoro svolto dai laureandi con la pubblicazione della tesi, è stato assegnato, per la prima annualità, a Fabio Bibbò e Fernando Rossi, autori di “Prove sperimentali su travi composte acciaio-calcestruzzo sottoposte a momento negativo”, con relatore la professoressa Marisa Pecce. La tesi è stata curata e pubblicata da Hevelius con il titolo “Travi composte acciaio-calcestruzzo: prove sperimentali”. La conferenza ha gettato una luce sull’importanza dell’Ingegneria civile: costruire nuove opere e aver cura, al tempo stesso, di ciò che già esiste. Viggiani ha tenuto la lezione in ricordo dell’ingegnere Sergio Rotili, che ha rappresentato un esempio per la capacità di usare nel proprio lavoro un bagaglio di strumenti culturali differenti, una dotazione necessaria a ciascun ingegnere. “La conservazione dei monumenti è un problema complicato in cui si intrecciano fattori di varia natura – ha dichiarato Viggiani -: non solo tecnico-ingegneristici ma anche umanistici, storici, sociali, economici”. Gli esempi sono stati molteplici: dalla Cattedrale di Città del Messico al Big Ben di Londra, dalla Chiesa di Santa Chiara a Napoli alla Torre di Pisa. In ogni caso si intrecciano problemi di diverso tipo come la salvaguardia del costruito storico, il rispetto dell’integrità del monumento, la stabilità e la sicurezza d’uso. “L’obiettivo a cui tendere – ha detto Viggiani – deve essere sempre quello di rendere i centri storici fruibili e vivibili, come unici organismi, utilizzando tecniche innovative, in alcuni casi, però, già note alla fine del ‘400 “. Sono intervenuti all’evento anche il rettore Filippo Bencardino; il preside della Facoltà di Ingegneria Filippo de’ Rossi; il presidente del corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Civile, Marisa Pecce.