INTERVISTA: ITALOEUROPEO INCONTRA IL PREMIO OSCAR GABRIELE SALVATORES

0
1140
salvatores_012.jpg

LONDRA, i Riverside Studios ad Hammersmith hanno ospitato l’inaugurazione dell’Italian Cinema London con un evento d’eccezione, la prima in Gran Bretagna dell’ultimo film di Gabriele Salvatores “ Happy Family”.  (in foto Salvatore con la nostra giornalista)

Prima di entrare nella sala di proiezione l’ ItaloEuropeo e’ riuscito ad avere una intervista dal grande regista italiano:

Grazie per averci accordato un po’ del suo tempo, iniziamo con una domanda credo comune, dopo l’Oscar nel 1992 con “Mediterraneo”, ad ogni suo film c’e’ la speranza da parte del suo pubblico di veder bissare quel momento?

No, io non me lo aspetto e tanto meno il pubblico, l’Oscar ed e’ stato un onore, ma di certo non lavoro puntando a quel traguardo. Diego Abatantuono ha definitivamente abbandonato il ruolo che lo rese famoso, venendo preso per quel vero attore che e’ piuttosto che una macchietta, anche grazie ai suoi film, come e’ nata questa collaborazione.Conosco Diego da tantissimi anni oramai e fra i films del “terrunciello” ed i miei, giro’ altri films piu’ impegnati, quindi con me ha poi continuato interpretando anche ruoli brillanti ma meno superficiali.

salvatores_011.jpg

La Commedia italiana al momento e’ rappresentata dalla comicita’ grossolana oppure c’e’ un miglioramento ? 

La commedia italiana e’ sempre stata presente con grossi nomi da Monicelli a Scola tanto per citarne alcuni. Certo ha molte sfaccettature, il cinema e’ ampio, c’e’ posto per tutti gli stili. Molti giovani registi al momento stanno girando films di qualita’ e convivono accanto a prodotti piu’ commerciali.

Lei ha descritto un ambiente metropolitano come Milano in “ Happy Family”. Questo film avrebbe potuto avere uno sfondo diverso?

Non so girato a Roma per esempio.Il film avrebbe potuto avere qualsiasi sfondo ma alla fine ho preferito una citta’ del Nord dove la comunicazione ed il dialogo sono meno facili e dove si e’ piu’ chiusi.

E la scelta di girare scene con colori predominanti come il giallo, il verde e sopratutto tantissimo rosso?Questo per sottolineare che la storia che veniva raccontata non era reale, era tutta una finzione, quindi per questo la scelta delle scene girate con colori a tema, perche’ nella realta’ non esiste che per la strada una signora ha in mano un mazzo di fiori gialli, passa la 500 gialla e le case sono gialle.

Come vedrebbe un film girato a Londra, magari una storia di italiani a Londra?Londra e’ una bellissima citta’ e sarebbe interessante girarci un film, pero’ lo farei raccontando una storia sugli inglesi a Londra. Aprirsi all’Europa, far recitare in inglese anche per avere una maggior distribuzione e non restare circoscritti al nostro paese perche’ l’italiano lo parliamo solo noi. Dicono che Londra sia cara come locazione cinematografica.

E dopo questa breve chiacchierata nella sala della proiezione del film “Happy Family”ed una breve presentazione da parte dell’organizzatrice Clara Caleo Green il Festival e’ stato ufficialmente inaugurato. La sala gremita di spettatori, fra cui un divertito Fabio Capello, ha riso ed applaudito alle vicende surreali proiettate sullo schermo ed interpretate magistralmente da un Diego Abatantuono in ottima forma, un raffinatissimo Fabrizio Bentivoglio ed un geniale Fabio De Luigi che velatamente interpreta un giovane Salvatores alle prese con i suoi copioni, le sue idee.

La serata si e’ conclusa con una serie di domande fatte dal pubblico al regista ed al suo produttore Maurizio Totti.Scambi di battute fra il pubblico e Salvatores in un clima rilassato e molto informale, il significato del titolo spiegato dove il regista parla di famiglia, ma in questo caso rivolgendosi alla societa’ perche’ parla di noi e dei nostri problemi, l’affiatamento sul set dove molti degli attori erano vecchie conoscenze di Salvatores per esempio l’attrice che impersona la nonna, un sodalizio artistico che dura da 40 anni.

E il successo appunto di un ottimo gioco di squadra che e’ stato paragonato appunto all’affiatamento che potrebbe esserci negli spogliatoi di una squadra di calcio fra i calciatori e l’allenatore. All’ultima domanda su quale sara’ il prossimo film, Gabriele Salvatores ha risposto che non lo sa ancora, ci vuole tempo per staccarsi da un film prima di iniziare un nuovo racconto.

LEAVE A REPLY