Presidente: non se la prenda con Saviano

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Caro Signor Presidente

Mi permetto di scriverLe queste semplici parole anche se so che non La raggiungeranno mai, e non la interesseranno nemmeno, ma non importa, Le scrivo non pensando a questo, ma pensando a Falcone, a Borsellino, e agli agenti della scorta

, e ai figli che non hanno piu’ un genitore perche’ fatto a pezzi dalla mafia. Pochi giorni fa ho scritto un articolo su Saviano, intitolato l’Italia di Saviano  sottolineando il suo coraggio che ha avuto e ha nel parlare di uno dei piu’ grandi mali dell’Italia. Lei ha detto che parlare di mafia nei libri come Gomorra o film come la Piovra non e’ un bene anzi e’ una male per il paese, dicendo, cito testuali sue parole "Sono mezzi di promozione delle organizzazioni criminali" e che l’italia "E’ la sesta al mondo, ma la più conosciuta perché se ne parla", facendo intendere che siamo un paese colpito, ma che nel mondo siamo i numeri uno sempre a causa di certe persone che scrivono o registi che girano le loro pellicole. Una pubblicita per la mafia dunque. Il suo gorverno a fatto tanto per debellare la mafia, 500 operazioni di polizia giudiziaria, che hanno portato a quasi 5000 arresti di presunti appartenenti a organizzazioni criminali, questo e’ un dato di fatto importante sotto gli occhi di tutti e non si puo’ non dire. Pero’ deve ammettere che se c’e una malattia e tutti sanno di quella malattia meglio e’ per tutti, come si dice : “se conosci il problema lo eviti, no!>>. Ma cosa e’ che crea l’ignoranza nelle persone? La non conoscenza. E non c’e peggior ignoranza a mio avviso che l’omerta’ o far finta di nulla. La mafia, la camorra, le organizzazioni criminali, non hanno bisogno di pubblicita’, perche’ tanto sono gia note a tutte , sono gia’ pubbliche a tutti e in tutto il mondo. La mafia in america, se non ricordo male e’ stata porta e intesificata dalla mafia italiana gia’ presente da molti anni nel nostro territorio. Io che vivo all’estero, anzi noi italiani all’estero, come ho gia’ detto piu’ volte nell’articolo citato precedentemente, veniamo spesso etichettati come gli italiani spaghetti, e mafia, e questo gia’ molto prima del libro di Saviano. Le sembra bello? Con tante cose belle che ci sono in italia ci marcano come appartenenti a un territorio culla della mafia, perche’ non mi risulta che a un cinese lo etichettano – riso, e mafia, pur essendoci la mafia anche in Cina. Perche’? Forse perche’ se in passato se ne parlava di piu’ di mafia, facevamo capire che gli italiani non sono tutti mafiosi, anzi, quelli sono una minoranza, che si fa scudo nel non parlare di mafia: tu taci, quindi di fatto la mafia, e la camorra non esistono. E Chi ha ucciso Falcone e borsellino? Chi ha ridotto in corriandoli rossi di carne gli uomi della scorta? Facendo finta di nulla, non parlarne, non raccontare, non si fa’ un favore all’Italia, ma alla mafia, alle organizzazioni criminali, che nel silenzio delle parole covano come una gallina le uova del male. E poi non lasciare libere le persone di parlare o di scrivere, o di fare un documentario su queste cose, significa anche sopire la liberta’ del dire, vuol dire uccidere la liberta’ di espressione. Capisco che lei e’ in una posizione che vorrebbe che tutto andasse bene, e qui non e’ il solo, e che non si sapessero certe cose, cercando di risolvere il problema come gia sta facendo, senza magari troppo rumore. Ma nemmeno il rumore di una bomba e’ bello da sentire. Stia “tranquillo” Signor Presidente, purtroppo nel mondo l’Italia non ha una buona nomina e non solo per la mafia, se ha paura di queste cose allora non si dovrebbe parlare o scrivere di tante altre cose per esempio della politica, dell’istruzione, del lavoro che non c’e, bisognerebbe tacere e non far girare certe scene di alcuni uomini , capi, ma non di organizzazioni criminali, ma di famiglie con figli , che sono costretti a salire sui tetti per un po’ di pane, nel 2010!. Non sono cose piacevoli, non fanno bene all’immagine dell’Italiana nemmeno quelle, eppure sono realta’ di vita e non si possono nascondere, non si possono soffocare, significherebbe negare la realta’. La mafia italiana sara’ anche la piu’ conosciuta nel mondo, come dice Lei, ma il mondo ora sa anche che in italia c’e’ un popolo che lotta contro di essa, e che non ne ha paura. Il mondo ora grazie purtroppo ai morti di mafia, di chi scrive sulla camorra, sa che l’Italia e’ un paese che sa reagire, che non sta zitto. C’e un popolo che lotta contro la criminalita’, ci sono persone come Saviano che caricano una penna e sparano pallottole di parole pur di far cridare il suo no! contro un male che rovina il fututo di un paese, un no, condiviso da tutti, e credo anche da Lei Presidente.

Parlare di mafia in un libro, in un film, in un articolo, non vuol dire essere contro lo Stato,  infangare l’Italia, ma vuole dire Amarla. Vuol dire aiutare lo Stato, e non ostacolarlo. Non si preoccupi in che gratuatoria e’ l’Italia nella classifica della mafia mondiale, non pensi a vedere la penna si Saviano come una spada contro di Lei, ma la veda come un’altro modo fuori dai poteri istituzionali in aiuto per sconfiggere la mafia e la camorra. Unisca le sue forse con la forza del cuore degli italiani che si stringono intorno a libri come Gomorra, o a film come la Piovra o il Padrino. Ma non le fa piacere che grazie a certe parole, la gente scenda nelle piazze e manifesti contro la mafia? Non le fa piace vede chi ha votato per lei e chi e’ contro di lei, uniti tutti insieme sotto un grande grido contro le organizzazioni criminali?, Non e’ contento che gli italiani finalmente non stanno solo a guardare? E questo grazie alle parole nei libri ai film, alla conoscenza dei fatti.

La lotta contro la mafia, la camorra non deve avere nessun colore, nessun partito, nessuna posizione se non quella di stare uniti tutti uniti per fare forza.Sa come rispondo a chi mi dice che io vengo dalla terra della mafia? Gli dico :<< no!, io non vengo dalla terra della mafia, vengo da una terra dove ce’ il sole, dove ci sono persone che hanno fatto della paura la loro forza, eroi che hanno lottato a tutti i livelli la mafia e hanno pagato con il loro sangue per un futuro di un Italia migliore>>.

Mi scusi Presidente, ma centrano ben poco i film o i libri, non e’ questo il punto, il fatto e’ che se non si parlasse di mafia, sarebbe come dire :<< ci arrendiamo>>. Parlarne, renderla nota a tutti vuol dire un’altra cosa: essere condapevoli del problema, ma non accettarlo. Non fa paura il libro in se’, fa paura la massa delle persone, la reazione di esse, il loro brulicare nelle strade, la forza del loro cuore. Non se la prenda con Saviano, si volti Presidente, e vedra’ molte persone che non reclamizzano la mafia, ma che amano un paese, persone che lottano come fanno i suoi uomini quando arrestano i boss. Certo non basta ancora tutto questo per debellare l’enorme problema, ma tutti insieme, Lei con i suoi mezzi, Saviano con i suoi, i registi con le loro cineprese, la gente con le piazze, possiamo riuscire a dire a queste organizzazioni che le cose forse non stanno come credono loro, e gli e lo mettiamo anche per scritto.

Sono forti certo, e potenti, ma sanno anche che dall’altra parte si sta formando un muro un cerchio che pian piano si stringe per chiudergli gli spazzi, cercando di facogitare il male, sempre e comunque nella speranza di un’Italia migliore. Tutto questo e’ posssibile Signor Presidente, ma bisogna appoggiare il tutto sulla piattaforma di una forte e resistente parola di unione, c’e’ bisogno di qualcuno che racconti anche il male, per trovare tutti insieme la cura.

Grazie Signor Presidente buon lavoro

Codialmente

Un cittadino Italiano

Filippo Baglini