Storia E Gloria Dei Grandi Messaggi

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 La ripresa dell’economia mondiale ha velocità differenti, ma sembra procedere meglio del previsto. Almeno, secondo il parere del Forum economico dei venti Paesi più industrializzati. La nota non comprende ancora le crisi dell’Islanda, dell’ennesimo colosso creditizio statunitense, e la richiesta di attivazione del pacchetto di aiuti previsto dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale avanzata dalla Grecia. Verranno corretti i tassi d’interesse, ridotta la povertà, creando contemporaneamente nuovi posti di lavoro. Una exit strategy davvero eccellente, che nessuno aveva ancora proposto. Il Ministro delle Finanze canadese Jim Flaherty ha messo in guardia dall’eccesso di fiducia, senza ribattere con l’ironia di alcuni rappresentanti del mondo economico che hanno scelto la metafora della Sanità, secondo cui la sopravvivenza, a lungo, potrebbe essere dannosa. Gli uomini hanno inventato il denaro, i commerci e i codici minuziosi, ma appena l’occasione è propizia si azzannano ignari di etica e leggi. E gli agguati ideologici hanno una giustizia da dimostrare ogni giorno, anche quando parlano per stereotipi. Già Stalin era nato quando il mondo intero predicava la pace, il disarmo e il soccorso reciproco, operando in direzione contraria. Dovessimo tenere una contabilità di conflitti e disparità, scopriremmo che a storia & gloria dei grandi slogan sono stati immolati in due guerre trentatre milioni di uomini, e tra i sopravvissuti figurano ancora i motivi del contendere. Perciò sia accolto con onore l’ottimismo, risparmiando la retorica, perché le generazioni a venire non abbiamo a scontrarsi coi soliti incidenti anagrafici. Sui taccuini del passato è sfilato un campionario di eroi, miserabili, innovatori e buffoni, ma pare non sia accaduto nulla. Le nazioni sfruttate, colonizzate e spremute come limoni stagnano tuttora nell’indigenza, e dell’impegno globale non si percepisce traccia tangibile. Sarà la volta buona? Lavoriamo per una diversa confidenza dell’animo umano, perché impari a perdonare il successo. Il delitto, purtroppo sì, ma per quella che considera una buona sorte, un giusto fine o una persona leale, niente da fare. Serve pensarci.    

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