Ritratti Eponimi Dell’Anestesia

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Meno l’uomo intralcia il gioco della propria intelligenza con dogmi e dottrine, più il suo pensiero è chiaro. Il motto di Namier non risparmia l’ironia sulla tesi che le grandi forze impersonali contino più degli individui. Perché se il culto della personalità fa capo agli eroi dell’epica antica, il mondo non si lascia spiegare con le sole teorie della letteratura.

Buoni o cattivi, gli uni dispongono i personaggi nell’alto di una galleria di ritratti, gli altri vorrebbero oscurarli. O sterminarli. Migliaia di cronisti provano a spiegare al pubblico l’intreccio fra l’economia politica e l’ignoranza privata, cozzando contro cinque domande ormai celebri: chi, cosa, quando, dove, perché. Si può invertire l’ordine dei punti, mai prescinderne. Va da sé che alle perplessità nei confronti della manovra miliardaria che ha portato le Borse al rialzo improvviso, farà seguito un altrettanto inesorabile caduta. Di stile e di portafoglio.

In una testata d’informazione è buon pro dichiarare anche le sconfitte ideologiche, e l’Europa, in questo campo, merita il piedistallo d’onore. Distratti dalle elezioni, dagli sconquassi all’ecosistema, da una crisi ben foraggiata dagli speculatori, stiamo elaborando un’anestesia naturale verso i progetti dell’Unione. Lei si allarga, congloba realtà incerte, conciliando indulgente un’apertura sempre più virtuale. Perché chi aspetta risorse trova invece richieste, allarmi, drammi dettati dal dissesto, se pensa solamente ad ampliare la collezione di ritratti. E allora tutti in soccorso di tutti, siano benedetti i nuovi stanziamenti.

Precetti morali al bando, poiché è impossibile conciliare i segreti del mestiere, pure quando scommettono su una moneta destinata al collasso. L’Euro, sissignori. Senza maldicenza, che spesso è servile, e nessuna antipatia ideologica, almeno qui. Siamo in prestito alla realtà, e come tali non smontiamo l’architettura dei sofismi: solo i loro autori si interessano a queste cose. Il nostro interlocutore è semplice, non ha demagogie politichesi, e gradisce complimenti o critiche secondo lo stato dei fatti. Questo, per stabilire una verità generale.

Che la moneta unica sia un fallimento senza scusanti, poi, è dato anche al dettaglio. La sua irrilevante biografia si perde nella burocrazia delle istituzioni, occupata a sottolinearne la bontà. Eppure già Art Buchwald ne era certo: "chi non ha nemici, forse non fa abbastanza bene il suo lavoro".

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