NAPOLI. Mariarca Terracciano, infermiera dell’ospedale San Paolo di Napoli è morta dopo il mancato pagamento dello stipendio

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 NAPOLI. Mariarca Terracciano, 45 anni, infermiera dell’ospedale San Paolo di Napoli è morta dopo la sua protesta avvenuta nelle scorse settimane per il mancato pagamento dello stipendio del mese di Aprile da parte delle Asl 1di Napoli che aveva bloccato gli stipendi ai suoi 10000 dipendenti in quanto mancavano fondi .Lei, madre di due figli (4 e 10 anni) e mutuo a carico aveva deciso di farsi togliere 150 millilitri di sangue ogni giorno, per tre giorni consecutivi,  proseguendo con lo sciopero della fame.

 Il direttore sanitario del S. Paolo, Maurizio Di Mauro sostiene che la causa del decesso non è legata alla protesta.

“Lo stipendio è un diritto: ho lavorato e pretendo i miei soldi. Può sembrare un atto folle ma voglio dimostrare che stanno giocando sulla pelle e sul sangue di tutti” così si era pronunciata Mariarca Terracciano davanti alle telecamere dell’emittente Julie TV in un video atto a spiegare i motivi della protesta del sangue; video diffuso sul web su you tube.

L’atto di Mariarca deve farci riflettere e deve iniziare a smuovere coscienze e porre in atto azioni concrete da parte dei nostri governanti verso i problemi veri del nostro paese. Non si può più temporeggiare su questioni di seconda importanza. Non si possono più procrastinare leggi e soluzioni per il mondo del lavoro.

Cronaca e crisi economica. Cronaca e mercato del lavoro. E Mariarca non è la sola voce del coro. Sono in tanti ormai che hanno perso lavoro, che non sanno come arrivare alla fine del mese, che hanno acceso mutui per comprarsi la prima casa e arrancano adattandosi a lavori saltuari per racimolare quei pochi soldi per non essere insolventi nei confronti delle banche. In tanti si svegliano al mattino e guardano i loro figli negli occhi scusandosi perché il loro padre non lavora più. Come siamo arrivati fin qui? Il sacrificio dell’Italia di oggi troverebbe una sua plausibile giustificazione e forza solo se sapessimo che l’immenso sforzo di oggi serve per rialzare il paese e porlo in un sentiero di crescita duraturo e di lungo periodo. Solo se sapessimo che stiamo ponendo solide basi per uscire dalla crisi, e dare un futuro forte e stabile ai nostri figli, il dolore dei padri  sarebbe più dolce da sopportare. La cura richiesta deve essere impegnativa. Stiamo entrando nell’era dove dobbiamo andare alla ricerca delle cause per trovare la soluzione ai problemi. Non è più tempo di curare solo l’effetto. Questo metodo può funzionare ma nel lungo periodo svela tutta la sua debolezza ed impotenza: la causa resta e l’effetto si ripete. Fermarsi e riflettere sulle cause porta l’evoluzione.

Analizzare i motivi profondi conduce alla consapevolezza. Poi occorre il coraggio di attuarle alcune leggi.