La Verità Attorno ai Messaggi Subliminali

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Messaggio subliminale

Il subliminale rientra certamente negli stigmi della pubblicità moderna, ma spesso perde i connotati del realismo per confondersi con la leggenda. Si tratta di un fenomeno che prevede la possibilità di colpire l’individuo al di sotto della soglia di coscienza, per manipolare i suoi pensieri e indurlo ad assumere determinati comportamenti, tramite l’esposizione inconsapevole a messaggi scritti, sonori o visivi, che celano un impulso consumistico o politico.

Si tratta senz’altro di un fenomeno inquietante, al punto che in Europa è stato vietato da anni in nome del diritto dei consumatori alla trasparenza. Nel nostro Paese, un decreto del 2 Agosto 2007 ha dato pieno avallo alla direttiva CEE del 2005, ma la storia del subliminale ha radici lontane. Tutto inizia nell’estate del 1957, quando James Vicary, esperto di Marketing, decide di trasmettere con un tachistoscopio alcuni fotogrammi extradiegetici durante la proiezione di un film (Picnic), al tempo di 1/3000 di secondo. Nonostante sia sotto la soglia di percezione visiva, il cervello assimila l’input, che invita all’acquisto di Coca Cola e Popcorn, e il risultato è stupefacente: i beni sponsorizzati incrementano la vendita del 18% e del 57%, rispettivamente.

 

 

Quando Vicary rese pubblici i dati relativi alla ricerca scoppiò un vero e proprio caos, che travolse istituzioni politiche, associazioni, scienziati, opinione pubblica, e soprattutto le aziende, che vedevano la prospettiva di manipolare le scelte dei consumatori come un’allettante prospettiva di business. Nonostante i dinieghi, queste ultime finanziarono studi e approfondimenti a tema, fondando agenzie specializzate e calamitando interessi e timori a livello internazionale. Del tutto inutile fu la condanna di Federal Trade Communication e Federal Communication Commission, che esortarono i pubblicitari al rispetto dei consumatori: i messaggi subliminali si diffusero anche quando lo stesso Vicary smentì la validità del suo esperimento. Nessun mezzo di comunicazione venne risparmiato.

Oggi tale tecnica è caduta in disuso, poiché priva di utilità pratica. Dopo oltre cinquant’anni, infatti, nessuno studio ne ha avvalorato scientificamente l’efficacia. Non tutti sanno che nel famoso cinema del New Jersey, alla proiezione dei fotogrammi oggetto di querelle, corrispose una quadruplicazione degli spazi di vendita; risulta quindi evidente che l’aumento del consumo di bibite e snack fosse la risposta più prevedibile del pubblico. Gli stessi provvedimenti presi a livello legislativo furono dettati dal grande impatto emotivo riscosso dal subliminale, favorito dal progressivo delinearsi di una società a matrice consumistica. Lo spauracchio, che col tempo ha raggiunto i limiti del complesso psicologico, è pertanto infondato.

Inoltre, l’essere umano possiede una certa resistenza agli stimoli coinvolgenti e disturbanti, grazie a particolari processi di inferenza in grado di eliminare ogni elemento dissonante, che non può quindi raggiungere il cervello. Basti pensare al funzionamento dell’occhio, che non riesce a percepire le immagini nella loro totalità, ricostruendole dunque in modo neutro. Se il subliminale può incidere lievemente sulle emozioni degli individui, non ha però alcuna efficacia sul loro comportamento.

Il fenomeno non è da confondersi col product placement, ovvero il posizionamento strategico del prodotto all’interno di spettacoli televisivi o cinematografici. Questa tecnica promozionale, spesso denominata pubblicità occulta, è infatti volta a presentare un marchio come non invasivo, e naturalmente presente all’interno dell’universo narrato. E’ quindi nei suoi interessi che il prodotto sia ben visibile allo spettatore.

In definitiva, ogni buon pubblicitario sa che l’immagine, sia essa statica o in movimento, risulta efficace solo se reale e sovraminale, perciò gli spot si servono di linguaggi specifici e adeguati al target di riferimento. E la tecnica di Vicary può avere successo come fantanotizia, ma non certo nel contesto di una presunta manipolazione dell’inconscio.