Wicca – Streghe & Neopaganesimo

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Tra loro si chiamano “sorelle”, abbracciano gli alberi e credono nel potere della natura. Sono le streghe di oggi, donne come le altre, se non per la particolare sensibilità che hanno sviluppato. La religione in cui si riconoscono è la Wicca, teorizzata per la prima volta nel 1954 dal funzionario pubblico Gerald Gardner, ma radicata in un paganesimo di origine ancestrale.

Tutte le religioni antiche, quelle precristiane in particolare, possedevano una visione sacra del mondo e riconoscevano in ogni forma di vita un legame indissolubile. Ciascun elemento naturale era considerato riflesso ed espressione della perfezione divina, distinta in un dio e in una dea (spesso indicata anche come Grande Madre). Si pensava infatti che dall’unione di queste entità avesse avuto origine l’intero universo. Punto di riferimento delle comunità rurali erano i sacerdoti e le sacerdotesse, considerati di pari importanza in quanto tramiti della duplicità divina. La loro saggezza si manifestava nell’ampia conoscenza di pietre ed erbe, di cui si servivano per la guarigione delle malattie fisiche e spirituali.

Tuttavia, l’avvento delle grandi religioni monoteiste ha ridimensionato tale spiritualismo e dato alla società un’impostazione patriarcale. Il Sacro pagano è stato sostituito in Occidente da un dio prettamente maschile, e la dea ha perso importanza. Nel tentativo di cancellare le antiche credenze, scomode perché inconciliabili con la nuova ortodossia, le ricorrenze pagane sono state progressivamente sostituite dalle festività che tutt’oggi riconosciamo. L’importanza del femminino, inoltre, è stata esorcizzata e posta ai margini della religione. Più avanti, la “caccia alle streghe” promossa dalla Chiesa Cattolica ha costretto i pagani a nascondersi, disperdendo documenti e manoscritti che testimoniavano la storia di un Credo mai del tutto scomparso. I roghi a cui gli adepti sono stati condannati, poi, hanno sparso il terrore in Europa, mietendo migliaia di vittime. Per evitare la persecuzione, i depositari di quell’arcano sapere sono stati costretti a operare in silenzio, rispondendo con l’occultismo ai fenomeni inquisitori.

La Wicca (termine da cui deriva l’inglese witch, strega, donna saggia), è custode dell’antica religione, e si propone di saldare l’equilibrio armonico tra uomo e Terra. Il movimento è ramificato in diverse tradizioni, la cui comune teologia si rifà al dualismo monistico, secondo cui il Tutto è dato dall’incontro tra forze opposte ma complementari, rinvenibili proprio nel dio e nella dea. Il movimento non fa proselitismo e non ha pretese di superiorità rispetto ad altri percorsi di fede, configurandosi solo come uno tra i possibili. Per questa ragione la Wicca accetta molteplici rappresentazioni iconografiche delle divinità.

La sua etica è riassumibile nel Rede «Se non fai male a nessuno, fa ciò che vuoi», ma si riconosce anche nella Regola del tre, secondo cui le conseguenze di ogni azione tornano all’individuo con forza triplicata. Tali precetti non esortano all’anarchia comportamentale, piuttosto implicano la libertà d’azione nel rispetto dell’altro e della natura. Strettamente legate a questa sono i simbolismi e le pratiche wiccan: il ritmo delle stagioni e le fasi lunari simboleggiano l’esistenza, concepita secondo un processo circolare, e scandiscono i rituali sacri; celebrazioni e preghiere di ringraziamento hanno luogo in ambienti aperti, e prevedono talvolta l’utilizzo di “magia bianca”, cioè l’emanazione di energie positive tramite il contatto con gli elementi naturali.

Innumerevoli sono le opere letterarie che trattano l’argomento, il più celebre delle quali è “Il sentiero della Dea” di Phillis Currott.

La spiritualità wiccan si è diffusa soprattutto tra le donne, e può essere vissuta all’interno di coven (piccoli gruppi, congreghe), oppure in modo eclettico; negli Stati Uniti esistono anche chiese specifiche con scopi organizzativi, vere e proprie istituzioni legalizzate. Anche se mancano statistiche ufficiali, il neopaganesimo wiccan è in continua crescita e conta milioni di adepti. Diffuso soprattutto in Occidente, non manca di comunità neppure nell’Est, e molte di esse fanno dell’ambientalismo una vera e propria bandiera.

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