ITALIANO DOPO 64 ANNI RITROVA LA SORELLA E IL PADRE L’ITALOEUROPEO HA AIUTATO LA RICERCA

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ITALIANO DOPO 64 ANNI RITROVA LA SORELLA E IL PADRE L’ITALOEUROPEO HA AIUTATO LA RICERCA

 

Questa e’ una storia, nata tanto e tanto tempo fa. Una di quelle storie che fanno commuovere, ma che alla fine ti lasciano un sorriso nel cuore. Una storia che ci insegna a non mollare mai i nostri sogni, anche se qualcuno fa di tutto per distruggerli. Un insegnamento, che ci ricorda che nella vita c’e’ sempre un qualcosa per cui lottare, per cui dare la vita stessa. Ricordate? Tempo fa scrissi un articolo, riguardo al Signor Perlini che mi contatto’ personalmente chiedendomi se potevo aiutarlo a ritrovare una persona scomparsa, un militare scozzese: suo padre. Rimasi affascinato dalla sua storia.

Mi colpi’ la voce tremante ma decisa di un uomo che non voleva altro che fare luce sul suo passato. Lui che per 14 anni fu rinchiuso in un orfanotrofio, voleva solo sapere chi fosse suo padre. Come mi ha sempre detto lui:” …Da qualcuno devo pur essere venuto, non mi interessa se scopro che mio padre e’ morto, ma vorrei sapere da dove vengo, se ho dei parenti ..”.

Tutto iniziò nel lontano autunno del 1944, sua madre che viveva a Castiglione dei Pepoli (Bologna) conobbe e si innamorò di un soldato scozzese delle Scots Guards di nome David Jackson, militare in missione in quelle zone durante la seconda guerra mondiale. Pochi mesi dopo si accorse di essere incinta, ma del soldato amato non ebbe piu’ notizia.

Scomparve nel nulla. Di lui se ne sono occupati anche la trasmissione Chi la Visto?, giornali locali e nazionali, ma nessuno era riuscito ad accendere una speranza nel signor Perlini. Mi feci recapitare a Londra tutto quello che riguardava suo padre: una foto, un vecchio ritaglio di giornale, una approssimativa data di nascita e un vecchio indirizzo di Londra, che il padre lasciò alla madre nei primi incontri d’amore. Subito scoprii che a quell’indirizzo non esisteva più nessun Jackson.

Mosso dallo spirito della sfida, mi misi in cammino per seguire ogni traccia su questa vicenda, scavando negli archivi inglesi, da Scotland Yard, al National England Archives. A metà della ricerca, Raffaella Matera di Termoli (Campobasso) genealogista per passione, decise di aiutare me e il Sig. Perlini. Lo contattò e raccolse i dati, ma c’era bisogno di un riscontro, e quindi entrò in contatto con membri scozzesi del forum di http://www.rootschat.com/ trovando persone disponibili. Grazie anche all’aiuto dello staff del Lanark Library, è riuscita a risalire al luogo e alla data di nascita di David Jackson, nonché a ricostruire la storia della sua famiglia in Scozia, a Carluke precisamente. L’input decisivo, l’idea vincente è venuta dal retro del ritaglio di giornale dell’epoca che David Jackson lasciò alla donna italiana.

Si è risaliti fino al luogo di origine e si e’ riusciti ad ottenere l’articolo completo pubblicato sul Carluke Gazette, edizione del 19 Maggio 1944, ricco di dati informativi che hanno permesso il progresso della ricerca fino al successo completo. (foto che ritrae David Jackson nel 1944) David Jackson è purtroppo morto nel dicembre del 1994 nell’area londinese. Ma la cosa piu entusiasmante é stato sapere che Davide Perlini ha una sorella inglese, ancora viva, la quale è stata felice di sapere dell’esistenza di un fratello italiano.

Per il signor Perlini, che per 60 anni ha pensato di essere figlio unico di padre ignoto, conoscere questa realtà, sapere che ha una sorella maggiore, è stato un tuffo al cuore, come rinascere per una seconda volta. Per loro ci sarà un primo contatto a breve ed entrambi sono emozionatissimi. Una vicenda nata sotto le bombe della seconda guerra mondiale e terminata oggi. Io, L’Italoeuropeo, Raffaella Matera e tutte le stupende persone incontrate nell’ambito di questa ricerca, siamo tutti contenti di consegnare questa storia all’Italia e all’Inghilterra. Oggi per L’Italoeropeo e’ un giorno speciale che non dimenticheremo mai…..

La lettera di nota della Regina ELisabetta II

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Da Il Resto del Carlino del 30 gennaio 2010 riportiamo l’articolo di Gianni Leoni
«Ho ritrovato mio padre e mia sorella dopo 65 anni»
La lunga ricerca di un bolognese. Sua madre amò un soldato scozzese

 

 


di GIANNI LEONI —BOLOGNA—
«MIO PADRE David era un soldato britannico, ma io non l’ho mai conosciuto. Ha altri figli? E dov’è adesso? Una piccola serie di domande inutilmente rilanciate di porta in porta per cinque, lunghissimi anni da uno all’altro dei paesi dell’Appennino toscoemiliano, agli gli amici e ai parenti, agli sconosciuti, ai quotidiani e ai periodici, alle associazioni, alle radio e alle tv, durante dibattiti e ricorrenze, lungo strade, campi, municipi, parrocchie, boschi e sentieri. Poi, l’altro giorno, una flebile luce ha rischiarato il buio: forse…, e su quello spiraglio la straordinaria ricerca di Davide Perlini, 65 anni, portalettere in pensione, ha preso vigore. E infatti, una generosa catena di solidarietà avviata dalla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’, proseguita dalla molisana Raffaella Matera, appassionata di genealogia e dal giornalista Filippo Baglini, che risiede in Inghilterra, ha superato il mare, è approdata in una casa lontana ed ha finalmente ricomposto il grande puzzle di una storia in sospeso. «Per tanti anni sono stato un padre senza padre. Adesso ho cancellato l’angoscia dal mio cuore. Mio padre, quinto di otto fratelli, era venuto al mondo […] [in una cittadina del] Lanarkshire, Scozia, ed è scomparso nel ’94. C’è invece una sua figlia, mia sorellastra, con la quale sono già in contatto. Sapere l’uno dell’altro, scriverci, scambiarci i ricordi e le immagini, sognare l’abbraccio del primo incontro ha procurato a entrambi un’emozione fortissima e una gioia senza limiti», racconta. Alla mancanza di quell’uomo senza voce, Davide Perlini, figlio di Fernanda Perlini e di un portaordini inglese svanito tra i monti di Castiglion dei Pepoli sull’eco dell’ultima bomba di guerra, non si era mai rassegnato. «Dov’è papà?», quasi supplicava un giorno dopo l’altro. La madre, però, dopo una timida, iniziale ricerca affidata a una lettera senza risposta si chiuse nel silenzio e vincolò il figlio a una sofferta promessa: «Finché sono in vita non cercarlo». E DAVIDE a quel patto si attenne. Ma nel 2005, rimasto orfano, decise di ricostruire la storia della sua nascita e quindi di cercare chi lo aveva messo al mondo. Un tetro ventaccio di bombe e di paura correva tra i boschi e risaliva i monti quando il soldato David Jackson, nel 1944, incontrò Fernanda, a Lagaro di Castiglion dei Pepoli. Un clima senza domani nel quale riuscì a farsi strada una parentesi d’amore. «Tornerai?», chiese la giovane. «Tornerò» promise il portaordini in partenza. Lei rimase incinta, ma lui era già lontano. E quando il tuono delle bombe lasciò il posto alla speranza, la nascita del ‘bastardino’ concentrò gli indici accusatori contro la ‘svergognata’. «La mamma mi affidò a un orfanotrofio e si trasferì a Milano a fare la serva», dice Davide. Poi, il ritorno a Bologna, il ricongiungimento con il figlioletto e quella promessa, quasi un ordine: «Tuo padre? Non cercarlo». Poi, cinque anni fa, l’avvio delle ricerche, ma la strada per risalire all’ex soldato si è fatta subito tortuosa perché i quesiti, le suppliche, gli appelli e i controllo ribaditi in un tam tam sorretto da un nome David Jackson, da un indirizzo senza conferma, New Place trenton RD Bermondsey, London e da una speranza puntualmente rinviata al giorno dopo si perdevano ogni volta nel nulla. C’è voluta la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’, per imboccare il sentiero giusto. Raffaella Matera ha raccolto l’appello ed ha sfruttato l’unico indizio fornito daDavide: un pezzo di giornale dei tempi di guerra con la foto di tre fratelli Jackson militari in zone diverse dell’Italia, ma per una volta insieme. L’aveva pubblicata la ‘Gazette’ di Carluke, in Scozia, il 19 maggio 1944. E proprio in quella zona risiedeva la famiglia Jackson. IL GIORNALISTA italiano Filippo Baglini, che lavora in un giornale on line per gli italiani in Inghilterra, ha svolto con successo l’ultima, delicatissima fase: quella di informare la figlia del soldato David Jackson sull’esistenza di un fratello in Italia. «Finalmente il mio sogno è diventato realtà. Abbraccerò mia sorella e sarà un po’ come abbracciare mio padre», dice, commosso, Davide Perlini.

. (E’ vietata la copia intergrale o parziale di questo articolo senza un consenso scritto del direttore

director@italoeuropeo.co.uk)

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Ecco i viedeo di appello di Davide Perlini fatti negli anni Davide Perlini cerca suo padre David Jackson, soldato inglese che non ha mai conosciuto :

http://www.youtube.com/watch?v=0bF2tI4Q3TE Chi l’ha visto: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-18f41c4e-ea38-4fc4-a9dd-b9021f48c02d.html

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Siamo citati su alcuni giornali http://www.nuovomolise.net/e_view.asp?E=12778&S=1&C=5&G=16&M=5 http://lnx.ddupload.net/nuovomolise.net/upload/4928.pdf ( pagina 19)