KILLIT BANG COLPISCE ANCORA.

0
999
francolino

Lincoln, J.F Kennedy, Malcom X, Martin Luther King, Robert F. Kennedy, John Lennon, Gianni Versace e Benazir Bhutto capeggiano dall’alto della stanza ed emergono con tutta la loro forza espressiva da vecchie etichette consumate dagli anni e bruciate dal tempo. Accanto alla fila si impone una scritta rossa: “To be continued”.  La forza del ricordo rende i colori vividi, sebbene i loro visi siano sbiaditi dalla stessa arma che hanno puntato sulla loro testa: Killit bang,  il pulitore

. E così i miti evaporano con il tempo che passa, messi a tacere dalla mano del Consumismo che ha voluto far piazza pulita di gente scomoda, ancora capace di parlare di bellezza e diritti umani. Siamo nella testa di Andrea Francolino e ciò che abbiamo di fronte sono le sue opere d’arte: grandi rifacimenti di etichette utilizzate per le confezioni di prodotti per la casa. Le mura sono quelle del Cortauld Institute alla Somerset House di Londra, dove l’artista italiano è stato ospitato per la biennale d’arte East Wing X: Material Matters, aperta al pubblico il 22 Gennaio.

Le opere realizzate rimandano alle confezioni del Cillit Bang che ha cambiato nome divenendo Killit Bang ed assumendo come Tutorial gente famosa assassinata nel corso del tempo. Andrea Francolino racconta la storia contemporanea su packaging usati, ricicla e stravolge vecchie confezioni o semplicemente ne inventa di nuove, creandole dal nulla ma realizzandole in modo tale che appaiano vecchie e che siano l’ evidente prodotto del consumismo.  Parlare dell’odierno significa, per l’artista, usare gli stessi mezzi prodotti dal quotidiano e, in questo senso, il Consumismo riveste il ruolo di principale protagonista. Tuttavia, per stravolgere gli usuali significati ed apportarne di nuovi bisogna comunicare con linguaggi che la gente ha imparato a recepire dalla pubblicità,  così che il gioco di parole, accostato a un’immagine, diventa utile ance se non fondamentale nell’arte di Andrea Francolino.

 

Killit Bang riassume appieno questa filosofia, rievocando il prodotto che” fa pulizia”, modo di dire che in italiano assume nuove connotazioni se puntato alla tempia di gente assassinata. Le opere rievocano le etichette, sebbene siano staccate dalla confezione, che non appare in questo contesto. E come per le vecchie etichette, Andrea Francolino si impegna nella trasformazione per rendere l’idea del tempo che agisce su un oggetto ormai buttato e consumato: le realizza su cartone resinato e fa in modo che appaiano bruciate, dipingendole con il catrame.

Killit Bang, per la prima volta a Londra, parla al pubblico, accanto a opere di altrettanto famosi artisti contemporanei, tra i quali compare il nome di Damien Hirst.

Andrea Francolino, con la sua creatività, ferma il tempo riappropriandosi dello spazio della riflessione che la velocità del contemporaneo ammazza e i Miti del passato, questa volta, parlano a tutti ogni giorno. 

 

L’artista sarà nuovamente presente a Londra il 22 Febbraio per un’ esposizione  di artisti italiani presentata da Stark Project nello spazio Collyer Bristow.