Il Torrione angioino: Bitonto, provincia Bari

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Terra dove e nato mio nonno Oronzo Rucci che nel 1923 lasciò la sua 

famiglia per l’America  per arrivare a Buenos Aires, Argentina. Sempre lui parlo de sua bella terra e adesso io fatto un ricordo de la” cara terra mia” Bitontina.

Il Torrione angioino , o Maschio Angioino, è tra le superstiti testimonianze del sistema difensivo della città, facente parte di una piazzaforte con 28 torri e cortine attraversate da cinque port urbiche. 

La sua costruzione, realizzata dagli Angioini a difesa di Porta Baresanam risale alla fine del XIV secolo. Più ampia e meglio munita rispetto alle torri facenti parte della cinta muraria, finì con l’assumere il nome di “Castello”. 

Nel corso dei secoli, la Torre di Porta Baresana, sede anche di castellano e delle milizie di presidio, adibita pure a carcere, è stato il caposaldo dlla difesa cittadina.

La torre ha pianta circolare(16 metri di diametro e 24 metri metri di altezza) analogamente alle costruzioni angioine francesi e napoletane.

La Cattedrale 

Inoltrandosi per le stradine del centro storico, sulla strada detta “dei Mercanti”, che ospitava le attività commerciali e le case delle famiglie nobiliari del tardo Medioevo, si arriva alla Cattedrale, il tesoro più prezioso, il centro culturale, sociale e religioso della città.

Tre i livelli di questo scrigno d’arte e di storia: il più profondo, che risale al VI secolo d.C, corrisponde ad un’antica basilica paleocristiana, di cui si può ammirare il pavimento musivo con la raffigurazione di pavoni e tralci di edera; a seguire, una chiesa altomedievale, frutto di un ampliamento

della precedente, il cui pavimento a tessere di mosaico, dopo l’asportazione, è ospitato in una delle navate laterali; infine la Cattedrale, dedicata a San Valentino, costruita fra il XII e il XIII con la cripta.

L’attrattiva principale della Cattedrale è l’ambone di Nicolaus Magister che sul retro ospita – secondo una delle molteplici interpretazioni formulate dagli studiosi – l’enigmatica raffigurazione della famiglia degli Hoheustaufen, da cui sarebbe poi disceso lo stupor mundi Federico II. 

La cattedrale conserva, inoltre, un ricchissimo bestiario medioevale, che si dipana, all’esterno, sugli stipiti del portale e sui capitelli a stampella dell’esaforato, all’interno, sui capitelli delle colonne. 

Fra gli animali fantastici, il più spettacolare e meglio conservato di tutta la Puglia è il magnifico mosaico del grifo, realizzato alla metà del XI secolo con tessere di pietre calcaree di colore bianco, rosso, grigio nero e con marmi colorati.

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