Tempo di decisioni per l’Unione Europea

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 L’europa è ad un bivio. A questo punto o si punta all’integrazione o alla sua disintegrazione. I piani salva stati, non sono risultati a giochi fatti, la medicina giusta per rimediare ad un economia in crisi come avevamo già evidenziato nell’intervista fatta all’economista greco Yanis Varoufakis il 4 luglio 2011 dall’Italoeuropeo.

22 giorni all’alba del Vertice Ue del 28-29 giugno in cui sarà presentata la prima bozza di riforma dell’Unione Monetaria e già gli animi dei primi ministri europei cominciano a scaldarsi: dagli eurobond alla sorveglianza centralizzata delle banche, dalle politiche comuni alle autorità centrali di controllo delle politiche di bilancio: questi gli argomenti caldi nel piatto europeo.

Bisogna agire sugli aiuti allo sviluppo degli stati per rilanciare immediatamente la crescita ma il problema resta sempre lo stesso. Come? Aiuti agli stati da parte dell’Unione europea vuol dire indebitamento e come ha dimostrato la Grecia non è la miglior strada percorribile.

europa_bandieraRidurre la spesa pubblica attraverso una spending review razionalizzata è un elemento importante ma da sola non può bastare perché troppo avanti nel tempo. Doveva esser fatta prima o bisognava contenerla da sempre, dovendoci ricordare che il patrimonio del nostro paese si è formato sul risparmio.

Ma in questo momento il risparmio può risultare in controtendenza perché contrarrebbe ancor più l’economia fermando la produzione e aumentando la disoccupazione. Se la Germania dal canto suo deve farsi carico dei soccorsi dell’ Unione europea in cambio sta chiedendo maggiore potere decisionale e la rinuncia da parte degli stati a parte della loro sovranità nazionali.

La Germania ha già messo a disposizione 24,2 miliardi di euro alla Grecia, 210 miliardi all’Efsf, 190 miliardi all’Esm.

L’inciso no taxation without representation sottolineato da Giancarlo Perasso nella voce.info è sempre valido e non ci sarà paese costretto a dover pagare per gli altri senza chiedere una maggiore rappresentatività. La Spagna in questi giorni ha chiesto per la prima volta un esplicito aiuto all’Unione per le sue banche gravate da 220 miliardi di prestiti inesigibili nel mercato immobiliare.

La richiesta ha però assunto una tinta particolare consistendo in una ricapitalizzazione diretta delle Banche da parte dell’ESM. Gli argomenti che saranno in discussione al prossimo vertice riguardano quindi una maggiore integrazione dell’Unione bancaria e Fiscale dell’Europa. Queste saranno le colonne portanti del nuovo tempio europeo.

Dal canto suo Il Sole 24 ore fin dal 1 novembre 2011 ha stilato un manifesto di 5 punti per le misure da adottare a livello comunitario per disinnescare la crisi.

1- Governo economico europeo (per assicurare obiettivi di bilancio e riforme comuni con un controllo delle politiche fiscali centralizzato)

2- Estensione mandato BCE (Dare la possibilità alla Bce di intervenire nei mercati come la Fed)

3- Euro project Bond (Emissioni di obbligazioni comuni per rilanciare la crescita)

4- Euro Union Bond (Emissioni di obbligazioni comuni sul debito dei paesi europei)

5- Mercato Unico Bancario (Creazione di un mercato unico bancario)

Ma non manca chi sostiene che gli eurobond non siano la soluzione in quanto porterebbe imparità tra paesi virtuosi e paesi scialacquatori. Infine c’è la pressione che proviene d’Oltreoceano per un’ “azione immediata da parte dell’Europa” non solo per la paura di rischio contagio ma anche per ragioni dettate da strategie di campagna elettorale.

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