Gli aiuti per la crisi in Europa sono solo parole?

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Unfinished European Union Flag puzzle

Un aiuto per essere definito tale dovrebbe sollevare una situazione da un livello problematico ad uno stadio migliore. Un paradosso di questa crisi mondiale sta proprio nel fatto che gli aiuti che l’Europa sta continuando ad erogare agli stati non sembra che stiano innescando un effetto positivo sull’andamento economico ma al contrario nel caso della Grecia l’ha condotta al suo fallimento e alla svendita delle sue infrastrutture.

Che la crisi sia voluta? E se questa tesi che comincia a sembrare più realistica porta con se un’altra domanda: perché? Un paese che si trova al livello ultimo di crisi è costretto a vendere quelle che sono le sue infrastrutture, ossia i suoi punti strategici e quindi divenire sempre più debole sul piano geopolitico.

Ma c’è di più. In tempo di crisi tali infrastrutture non vengono vendute ma svendute a prezzi irrisori rispetto all’importanza che rivestono. E’ quello che abbiamo osservato sulla Grecia ed è quello che molto probabilmente accadrà ad altri paesi per permettere a chi compra di arrivare ad avere una concentrazione di punti strategici nelle proprie mani.

Ma allora chi sta comprando? chi sta concentrando? E soprattutto chi ha fatto in modo che si arrivasse fino a questo punto, senza recuperare negli anni i trend economici invertendo la rotta, favorendo invece l’accumularsi di un debito pubblico spaventoso, l’innesco di un freno all’occupazione? Ci sono davvero dei responsabili o è stata una semplice alchimia delle variabili economiche in relazione tra loro? E’ difficile che queste domande trovino risposte almeno nel breve periodo ma c’era chi in passato sosteneva che l’importante nella vita è porsi delle domande.

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