La chiesa anglicana si oppone ai matrimoni gay

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 Il governo Cameron si stava preparando a varare la legge sui matrimoni tra omessessuali, quando i vertici della chiesa anglicana hanno detto no, sostenendo che e’ una decisione “completamente irrazionale”.

Ma non basta, la chiesa anglicana ha affermato che se il governo rende legale tale irrazionalita’ si potrebbe rompere il legame tra stato e chiesa che dura da oltre 500 anni. Fatto della discordia e’ la bozza della legge che il governo ha presentato e che vede entro il 2015 la liberta’ di sposarsi tra pari sesso. La Church of England non ci sta’.

«Un simile passo andrebbe ad alterare quell’intrinseca natura del matrimonio come unione fra un uomo e una donna che è onorato da tutte le istituzioni umane attraverso la storia»[..]«Il matrimonio beneficia la società in molti modi, non solo promuovendo la fedeltà e la reciprocità all’interno di una relazione, ma anche riconoscendo una complementarità biologica fra gli sposi che, per molti di loro, include la possibilità della procreazione».

Peter Tatchell, attivista britannico per i diritti umani che ha sottolineato che il governo prevede nozze lesbiche e omosessuali esclusivamente civili e quindi «non avrà alcun impatto sui luoghi di culto e le organizzazioni religiose».

Ma la chiesa si difende dicendo che c’e’ la possibilita’, anche se per ora remota, che l’Europa possa premere in un secondo tempo con la Corte dei diritti dell’Uomo a far sposare le coppie in chiesa.

Un dibattito acceso e delicato che potrebbe portare una rottura tra stato e chiesa aglicana  in un momento non facile per l’Europa e la Gran Bretagna e  la disputa e’ ancora in gioco, anche se il governo non sembra cedere, e non sembra farlo neanche la chiesa.