Alain Elkann: Autori ebrei nella letteratura italiana nel Ventesimo Secolo

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Londra- L’incontro con Alain Elkann all’University of London ( School of advanced study) e’ stato molto piu’ che un appuntamento legato ad una conferenza sulla letteratura italiana del ventesimo secolo, ma una vera e propria lezione universitaria sul contributo ebraico nella letteratura italiana.

Davanti alla presenza del Console Generale di Italia a Londra Uberto Vanni d’Archirafi , Elkann ha esortato ad una opportuna riflessione sull’ancora scarsa consapevolezza italiana per quanto riguarda l’influenza ebraica nella letteratura del ‘900.

E’ stato come risfogliare tutti i libri dei piu’ grandi autori italiani che hanno fatto la storia della letteratura non solo del nostro paese ma anche dell’Europa e Stati Uniti.

Alain Elkann giornalista e scrittore italiano di origine ebraiche, nasce a New York, negli Stati Uniti, da un padre francese e da una madre italiana, ambedue ebrei. Il padre, Jean-Paul Elkann (1921 – 1996), fu un noto banchiere e industriale, è presidente del Concistoro ebraico di Parigi.

Proprio per le sue origini e l’amicizia che egli stesso ha avuto con alcuni scrittori ed intellettuali italiani ebrei, Elkann ha saputo raccontare e cogliere gli aspetti piu’ significativi degli autori italiani ebrei trasportando il pubblico in un racconto di una Italia letteraria poco nota.

Elkann2Molti scrittori italiani del dopo guerra sono di origine ebraica, Moravia, Morante, Ginzburg, Carlo e Primo Levi, e Bassani, tanto per citarne alcuni. Il fascismo, le leggi razziali e l’occupazione nazista con le grandi deportazioni hanno fatto maturare le coscienze artistiche di queste personalità, permettendo loro di sviluppare il proprio pensiero e proporlo attraverso grandi opere letterarie. 

[foto di f.Baglini Alain Elkann ]

Elkann ha sottolineato che spesso manca la consapevolezza in italia, di riscoprire l’importanza di questi autori nel mondo. Molti grandi intellettuali giunsero negli Stati Uniti “grazie” alle leggi razziali, diventando figure chiave nel proprio campo di appartenenza. 

Così tra Roma, Torino e Trieste, il fenomeno della “piccola Italia ebraica” si espanse, divenendo centrale per la conoscenza di nuovi scrittori e per l’arrivo di autori stranieri mai tradotti.

L’onda del racconto fatto da Elkann arriva a sdraiarsi su autori come Italo Svevo, citando delle parti del famoso libro –La coscienza di Zeno- raccontando che alcuni tratti del libro gli ricordavano parti della sua vita come il conflitto con il padre.

Elkann cita Bassani che ebbe il merito e l’intuizione di far conoscere in Italia scrittori quali T. S. Eliot, Dylan Thomas, René Char, Maurice Blanchot, scoprendo autori fondamentali del nostro Novecento, da Bertolucci a Calvino, da Soldati a Pasolini. 

Ed ancora merito a Bassani se l’edizione del Gatto Pardo riusci’ a trovare la sua veste finale riscattando cosi Giuseppe Tomasi di Lampedusa che morì con la malinconia di sentirsi rifiutato da Vittorini lasciando il testo incompleto.

Non poteva mancare Primo Levi autore del famoso e commovente libro –Se questo e’ un uomo- Levi, si differenzia dagli altri scrittori ebrei intellettuali, lui e’ un solitario, un ingegniere chimico che non ha nulla a che fare con la letteratura, e l’aristograzia, eppure e’ l’unico fuori dal gruppo che racconta l’anima di persone atrocemente condannate.

Elkann3Il libro non fu scritto per vendetta ma per testimoniare un fatto storico, Levi diceva testualmente che il libro era..” nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi” e cosi e’ stato e lo sara’ per molto tempo.

Elkann ha sottolineato che non e’ possibile non cogliere radici ebraiche nella letteratura italiana, come nella scienza, vedi I ragazzi di via Panisberna, con il fisico Segre’ ,Fermi, ma anche industriali che hanno rivoluzionato il modo di fare l’industria come Olivetti.

Insomma dietro a nomi come Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz, per Umberto Saba, figlio di Felicita Rachele Coen, per Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle, per Primo e Carlo Levi, per Natalía Ginzburg, ci sono radici antiche, in terre lontane, ma grazie alle pagine scritte da questi grandi autori, ogni volta ripercorriamo le vite, le vicende, le voce, le grida e la filosofia di un popolo che ha dato le basi a tante culture nel mondo e che le pagine dei libri trattengono attraverso il tempo, e le storie passate alla fine diventano la storia letteraria di tutti noi.

[foto di f.Baglini a sinistra  University of London ( School of advanced study) ]

libri scritti da  Alain Elkann

Per Mondadori ha pubblicato
  • Il tuffo (1981)
  • Stella Oceanis (1983)
  • Piazza Carignano (1985)
  • Le due babe (raccolta di racconti, 1986)
  • Montagne russe (1988)
Per Bompiani ha pubblicato
  • Vita di Moravia (con Alberto Moravia, 1990, nuova edizione 2000)
  • Rotocalco (romanzo, 1991)
  • Delitto a Capri (romanzo, 1992)
  • Vendita all’asta (racconti, 1993)
  • Cambiare il cuore (con Carlo Maria Martini, 1993, nuova edizione accresciuta 1997)
  • Essere ebreo (con Elio Toaff, 1994, nuova edizione 2001)
  • Emma, intervista a una bambina di undici anni (1995)
  • I soldi devono restare in famiglia (1996)
  • Diario verosimile (1997)
  • Il padre francese (1999)
  • Le mura di Gerusalemme (2000)
  • Interviste 1989-2000 (2000)
  • John Star (2001)
  • Essere musulmano (con B. Hassan, 2001)
  • Il Messia e gli ebrei (2002)
  • Boulevard de Sébastopol e altri racconti (2002)
  • Una lunga estate (2003)
  • Mitzvà (2004)
  • Giorno dopo Giorno (2005)
  • L’Equivoco (2008)
  • Nonna Carla (2010)
  • L’intervista. 1989/2009 (2010) in coedizione con il quotidiano La Stampa

Alain Elkann è stato insignito, il venerdi 4 dicembre 2009, della più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica Francese: la Légion d’honneur (Legion d’onore). La consegna è avvenuta da parte dell’Ambasciatore Francese in Italia, S.E. Jean-Marc de La Sablière, a Palazzo Farnese.

Dicembre 2011, riceve il Premio Bellezze d’Italia nella cerimonia tenutasi alla Galleria Alberto Sordi in Roma per le attività svolte a tutela del patrimonio artistico e culturale italiano.