2 Luglio 1940 l’affondamento della Arandora Star

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 L’Arandora Star fu una nave da crociera britannica; carica di prigionieri politici, fu affondata da un U-boot tedesco il 2 luglio 1940 durante laseconda guerra mondiale.

Sulla nave cerano anche molti italiani per troppo tempo dimenticati.

Oggi nella chiesa italiana di San Pietro in Clerkenwell, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia Alain Giorgio Economides, ci sara’ una cerimonia per ricordare le vittime e sara inaugurato un monumento alla memoria.

Ore 6.00 del 2 luglio 1940, l’ultimo siluro fu lanciato dall’U-Boat tedesco e fu la strage. Morirono 446 italiani e circa 200 tra austriaci, inglesi e tedeschi in quel lontano giorno d’estate, nelle gelide acque del mare del nord.

Durante la seconda guerra mondiale, i Paesi di entrambi gli schieramenti applicarono l’internamento dei cittadini originari dei Paesi nemici per timore dello spionaggio.

La nave britannica Arandora Star quindi fu adattata da nave crociera a nave da trasporto internati. Gli internati erano cittadini italiani,tedeschi e austriaci di sesso maschile, molti immigrati nelle Isole britanniche da decine di anni, tanto che molti avevano parenti, anche figli, che militavano nell’esercito britannico.

A costoro vennero negati i diritti civili e politici, compresi quelli riconosciuti ai militari secondo la Convenzione di Ginevra. La mattina del 2 luglio a largo della costa nord-ovest dell’Irlanda, la nave fu colpita da un siluro lanciato dall’U-47, un U-Boot tedesco.

L’equipaggio dell’U-Boot dichiarò in seguito di essere stato tratto in inganno dalla livrea grigia che faceva sembrare la nave da crociera un mercantile provvisto di armi in dotazione alla marina britannica.

Prima dimenticati per i rumori della guerra, poi riscattati, le vittime innocenti sono oggi commemorate, ma non si ha traccia per esempio sui libri di scuola, i giovani non sanno nulla in merito a questo affondamento che parla anche di Italia.

Londra ha voluto rendere omaggio a questa tragedia dei mari con una cerimonia per non dimenticare le morti vittime della guerra.