Modà in concerto a Camden Town

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 Italoeuropeo incontra i Moda’ Londra:

Dopo il grande successo del “Gioia Tour 2013”, i Modà superano i confini dell’Italia per iniziare la loro prima avventura internazionale: “Modà Europe & US TOUR 2014”. Dopo Barcellona, Monaco, Zurigo, Parigi e Bruxelles, il 18 maggio arriveranno anche a Londra, dove si esibiranno al Koko di Camden Town, per poi concludere il tuor a New York.

Un grande passo per i Modà, che per la prima volta solcano palchi internazionali.

Come vivete questa esperienza?
La viviamo con grande entusiasmo e serenità, senza aspettarci niente, diciamo che sarà come una semina, un po’ come tornare ai vecchi tempi, sperando di far contenti i fan e perché no, conquistarne di nuovi in terra straniera.

Quanto è diverso il pubblico estero da quello italiano?
Lo sapremo dopo questa avventura!

Cosa vi aspettate da questo tour?
Non ci aspettiamo niente, è come tornare indietro di qualche tempo, ma con lo stesso entusiasmo, anzi, forse un po’ di più. Essendo la prima avventura all’estero, non sappiamo davvero cosa aspettarci.

Il 18 maggio suonerete a Londra, al Koko di Camden Town. Qual è il vostro rapporto con questa città?
Possiamo dire che Londra ha un significato speciale per i Modà, infatti è dove è stato girato il video di “Sono già solo”, la canzone che ha segnato la svolta definitiva, che ha iniziato il periodo fortunato e di grandi soddisfazioni.

Avete esordito nel 2004 con il singolo “Ti amo veramente” e nel 2013 è uscito il vostro ultimo album, “Gioia”. Quanto è cambiata la vostra produzione musicale in questi anni?
È sicuramente maturata, ma non cambiata radicalmente, quello che dicevamo e suonavano 10 anni fa é ancora una cosa in cui crediamo e ci riconosciamo. Anche i nostri fan hanno dimostrato di apprezzare questa caratteristica. Il nostro è uno stile che viene da ciò che realmente siamo.

L’ultimo album è pieno di speranza, la stessa canzone “Gioia” è un inno alla positività. E’ questo il tema centrale del disco?
La positività ti aiuta nel quotidiano, darsi per vinti o lasciarsi travolgere dall’insoddisfazione significa arrendersi. Questo non lo abbiamo mai voluto.

Se doveste fare il nome di un musicista a cui vi ispirate particolarmente, chi nominereste?
Non c’è un nome in particolare, direi la grande tradizione cantautorale italiana e da un punto di vista musicale potremmo definire un range che va dagli anni 60 ai 2000.

Cosa consigliereste ai ragazzi che sognano un futuro nella musica?
Credere sempre nel proprio progetto, non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, non fare le cose tanto per farle o seguendo una moda passeggera. Insomma cercare di fare ciò che davvero siamo senza forzature. E non dare mai soldi a nessuno, chi crede in te, investe in te. Spesso chi chiede soldi vuole derubarvi.

Dopo il tour internazionale quali sono i vostri prossimi progetti?
Ci saranno i 2 concerti dell’11 e 19 luglio nei maggiori stadi italiani, l’Olimpico di Roma e San Siro di Milano. Un sogno che diventa realtà.

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