INTERVISTA ENNIO MORRICONE

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Compositore e musicista tra i più celebri al mondo, autore di oltre 500 musiche per film e serie TV, considerato da molti un Mozart redivivo. Ennio Morricone non ha certo bisogno di presentazioni, ed oggi LondonOneRadio ha il grande onore di averlo come suo ospite, a poche settimane dal concerto che terrà alla O2 Arena.

Quali brani eseguirà qui a Londra, il 5 febbraio?

Suonerò alcune delle mie musiche più celebri, tratte da C’era una volta in America; Metti, una sera a cena; Maddalena; C’era una volta il West; Giù la testa. E per il gran finale, la musica dei titoli di testa de La leggenda del pianista sull’oceano.

Come si compone per il cinema? È l’immagine ad ispirare la musica o viceversa?

Secondo il corretto modus operandi, adottato non casualmente dai più grandi registi, è l’immagine ad ispirare la musica. Si compone a partire dalla lettura dell’immagine; successivamente, il regista modifica il montaggio in maniera tale da farlo combaciare perfettamente  con la musica che è stata composta per il film. È un’interazione reciproca fra musica ed immagine che dovrebbe sempre seguire quest’ordine, e che molto spesso aiuta a distinguere un bravo regista da un regista mediocre.

Lei compone le colonne sonore usando il pentagramma, non il pianoforte. Può spiegarci il perché?

Ebbene, se avessi bisogno del pianoforte per comporre della musica non sarei un musicista. La partitura per orchestra nasce da un’idea, non dalle note di un solo strumento. Molti grandi compositori del passato erano pianisti, ma non ce n’era uno che suonasse il pianoforte per comporre una partitura destinata ad un’orchestra. Si dà il caso, poi, che io abbia una formazione da trombettista.

Intramontabile la sua collaborazione con Sergio Leone. Come componeva le colonne sonore dei suoi film?

Mi bastava parlare con Sergio, che mi spiegava con meticolosità ogni inquadratura dei suoi futuri film così che io potessi pensare alla musica più adatta. Una volta realizzati, i brani che gli sottoponevo lui li ascoltava, e poi li faceva ascoltare anche agli attori: sosteneva che i suoi interpreti avrebbero recitato al meglio conoscendo la musica che avrebbe fatto da colonna sonora alle loro azioni.

 

Ai giovani che intendono intraprendere la sua stessa carriera cosa consiglia?

Se possono, di non imbarcarsi in questo mestiere. Ormai il cinema non investe più nella musica, il che è davvero desolante. Solo alcuni grandi registi come Tornatore non hanno problemi a farlo, capendo perfettamente l’irrinunciabilità del compositore e dell’orchestra.

The Mission, scena finale: tra il candelabro e il violino che hanno di fronte, i bambini scelgono il violino. Questo significa che la musica ci salva?

Sì, la musica è salvezza. Ma solo a livello individuale. Perché, in fondo, la musica è illusione. Un’illusione che aiuta a vivere ma che non è la vita. Se il mondo tutt’intorno cade a pezzi, la musica non basta a redimerci. Occorre che le persone recuperino quell’onestà che l’umanità sembra aver smarrito ormai da tempo. Questo il mio unico ed ultimo auspicio.

 

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