Brignano ci fa sentire italiani

0
1267

London- Tutto esaurito per lo spettacolo di Enrico Brignano allo Shepherds Bush Empire di Londra.

Uno spettacolo entusiasmante, bello, si e’ visto un Brignano maestro del palcoscenico. Ci ha fatto
capire la vera cultura dell’arte della risata.

E’ stato un Brignano accademico, un professore che ha usato il palco del teatro come una cattedra
per farci ripercorrere e rivalutare la grande cultura Italiana. E lo ha fatto a modo suo, giocando
come un mago della parola, dialettando in varie lingue e forme di linguaggio, che solo lui sa fare.

Lo spettacolo parte con tre valigie, come tutti noi immigrati quando siamo venuti ad inseguire il nostro sogno. E poi
entra in scena una cassa-armadio piena di cose italiane, quelle cose semplici che andrebbero messe sempre dentro la valigia quando si va all’estero, per non dimenticare da dove veniamo e chi siamo: una bandiera italiana, un violino, una moka per il caffe’, un telefono, cose semplici ma importanti dell’essere italiano.

E poi senza che tu te ne accorga sei gia’ invaso da una valanga di battute e ti ritrovi travolto dalle risate.
A suo modo Brignano, ci fa capire la storia di artisti come Giotto, Brunelleschi, Leonardo e il pubblico ride, si diverte
ma dentro si se rispolvera il fatto che l’Italia ha fatto il mondo.
Le altre Nazioni sono belle e invitanti senza dubbio, ma l’Italia e’ l’Italia e non ci sono altre parole per descriverla.
Uno spettacolo patriottico,ironizzando sul fatto di essere italiani, ma anche sul fatto che senza l’Italia … n’dovai!

Due ore dove Brignano non esce mai di scena, ma e’ la scena che cambia davanti ai nostri occhi. Si cambia d’abito
per interpretare ora Galileo Galilei, poi Napoleone, un cinese, un russo e cosi’ via fino alla fine senza sosta.

Si ride e si riflette sul perche’ abbiamo lasciato l’Italia ma non dobbiamo dimenticarla, non bisogna aver paura di dire che siamo italiani e’
l’unico modo per spezzare vecchi stereotipi che ci portiamo dietro.

Lo spettaccolo di Brignano, ‘Sono italiano ma non e’ colpa mia’ che sembrerebbe quasi chiedere scusa al mondo,
va letto con un sorriso, e allora diventa tutta un’altra storia: guardatemi, sono italiano e ne vado fiero, e se usate certe cose
le abbiamo inventate noi, scusate, ma non e’ colpa mia se l’Italia e’ ovunque.

Allora esci dal teatro colmo di gioia, con sguardo fiero, deciso soddisfatto di essere nato nella culla del mondo, di aver
contribuito alla musica, ad aver inventato la bicicletta, l’elicottero, il telefono, la radio, ecc…
forse ha proprio ragione Brignano concludendo il suo spettacolo: il Mondo sara’ il mondo, ma senza l’Italia sarebbe peggio.