Editoria – Le prospettive dell’ informazione

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Siena Borgo la Bagnaia. Si e appena conclusa la due giorni della conferenza sul giornalismo, editoria e
nuove frontiere dell’ informazione del futuro. “Crescere tre le righe”  , convegno organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori che vede come protagonisti il mondo italiano ed internazionale dell’editoria. I quattro più grandi direttori dei giornali più importanti al mondo: Marint Baron Washington Post, Dean Baquet del New York Times, Gerard Baker del Wall Street Journal, Davan Maharaj del Los Angeles Times,  si sono riuniti per fare una conferenza sul futuro del giornalismo e editoria. [in foto da sinistra Dean Baquet ,Ceccherini  – Presidente Osservatorio Permanente Giovani-Editori e Gerard Baker ]

E’ stata una lezione straordinaria ed unica di giornalismo, dove hanno toccato tutti i punti più importanti del giornalismo, da come si fa’ a fare il giornalista, chi e’ il giornalista, a come si fa a dirigere un giornale cartaceo  e online. Si e’ parlato ovviamente di qualità di giornalismo, ma anche della qualità del giornalista.

I migliori giornalisti ha detto Gerard Baker – Direttore The Wall Street Journal  devono avere un senso di missione, avere il fiuto, riflessione, e una formazione e importante ma non sufficiente. Certe cose le universita’ o corsi non li insegnano. Io sono la prova che non sono un giornalista ma un’economista, ma faccio il giornalista, e una cosa che ho scoperto nel tempo era gia nel mio DNA.

Poi, oggi la tecnologia oggi e’ importante, la rivoluzione del giornalismo ha fatto passi da giganti, e lo fara’ sempre piu’, quindi tutti abbiamo l’obbligo di stare al passo con i tempi, ma le radici devono essere comuni per tutti ora come nel futuro. La parola d’ordine e’ fare, e farlo meglio degli altri.”

Quindi si deve puntare sulla concretezza piu’ che sulla teoria.

Si e’ parlato anche di indipendenza dei giornali, senza avere una gerarchia nella scelta di articoli da parte dei direttori, ma dare la scelta ai lettori. Unico vero  Direttore ha detto Gerard Baker, sono i lettori. La qualita’ del giornalismo, va fatto in maniera obbiettiva.

E’ vero che spesso possono essere pubblicati articoli che non possono piacere ai lettori, ma una testata deve essere capace di scrivere anche articoli che non vengono letti, anzi si deve impegnare di più far apprezzare anche articoli che non possono piacere, anche questo e’ indipenza.

Gli studenti presenti, hanno fatto domande molto mirate, si e’ parlato di isis e come sono state affrontate le notizie dai vari giornali, di nuove tecniche giornalistiche e del fatto che sara’ possible fare giornalismo da una semplice cellulare.

I quattro grandi del giornalismo mondiale, hanno fatto una vera e propria lezione che ha aperto una finestra su quello che e’ oggi il giornalismo e quello che sarà.

Ma si e parlato anche della differenza del giornalismo italiano e Americano. E la risposta e’ stata unanime dei direttori: il giornalismo americano non sono soggetti alle pressioni politiche, almeno questo vale per le testate presenti, ha scherzato Marint Baron.

La ricerca della notizia, e’ una cosa che non si può costruire e già fatta di per se, e questo deve rimanare anche nel giornalismo del futuro, se perdiamo questo aspetto sarebbe la fine del giornalismo.

Molte sono state le domande poste dagli studenti,presenti in sala, ed è stato un modo per avvicinare grandi e piccole realtà, i grandi hanno ascoltato e scherzato in un modo unico e originale, in una atmosfera ricca di energia comunicativa.

I veri protagonisti di questa due giorni “Crescere tre le righe” sono stati i giovani, anche quelli che non diventeranno giornalisti ma rimarranno lettori e quindi i veri protagonisti del giornalismo. Il giornalismo di qualità e quella professione che forse non ci farà capire fino in fondo come funziona il mondo, ma sicuramente ne interpreta maggiormente la sua anima.

Il giornalismo di qualità non vende certezze ma alimenta dubbi, e quando l ‘informazione crea domande, allora è una bussola che orienta tutti nel percorso della vita.

Un giornale vero non è il “Sacro Gral”, non è verità ma da dubbi e crea domande. Ecco cosa vuol dire essere giornalista e fare giornalismo.

Ma la cosa bella e’ stato vedere quatro grandi testate insieme, quattro grandi giornalisti, rivali nell’ informazione ma uniti nell’ informare, senza competizione, e rivalià.

L’ inverno del giornalismo sta per finire, la primavera è  arrivata, la scintilla della curiosità e della criticita è viva finche si avrà l’ amore per la notizia.

Numerosi e di alto livello gli ospiti da Monica Maggioni – Direttore Rainews24, Sarah Varetto – Direttore Sky TG24,Massimo Gramellini – Vice Direttore La Stampa, Marco Tronchetti Provera – Presidente e Amministratore Delegato Pirelli

Donatella Treu – Amministratore Delegato Il Sole 24 ORE,Mark  Thompson – Presidente e Amministratore Delegato The New York Times e Richard Gingras – Senior Director dei prodotti News e Social Google, tanto per citarne alcuni.

Alla fine, c’era tra tutti una nostalgia  di una conferenza che avrebbe potutto durare una settimana, e che direi  e’ andata oltre le aspettative di molti.

 


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