Hunter Thompson il genio che creo’ il giornalismo Gonzo

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In un Luglio afoso del 1937, nella cittadina piu’ grande dello stato del Kentucky, Louisville, nasceva un personaggio che ha rivoluzionato il modo di fare il giornalismo. Solo ad un eclettico, controccorrente, bizzarro e surreale poteva dare un’impronta cosi profonda nel giornalismo degli anni ’70 e che ancora vive in certe pagine cartacee e di internet.

L’eccentrico, e’ Thompson Hunter, descriverlo non e’ facile, e’ come tentare di prendere un’ acquila usando semplicemente la ragione. E come le aquile, ad Hunter non piaceva volare in stormo.

Di famiglia media, e di una istruzione mediocre, Hunter cercava di capire piu’ che apprendere, di osservare piu’ che vedere.
Di capire fino in fondo la radice e l’essenza di ogni cosa che gli si presentava.

Prendeva la vita come un serio scherzo del destino.
Il suo primo amore, lo sports, non lo lascia mai. Alle elementari fonda un club di atletica, e successivamente diventa una eccellenza in baseball, scaricando sulla mazza tutta la rabbia ma anche la voglia di raggiungere un obbiettivo oltre la palla colpita.

E sara’ proprio lo sport che lo avvicina al giornalismo. Dopo le armi, inizia a scrivere per un giornale in Pennsylvania, e poi in altre piccole esperienze. Troppo poco per un genio.

Quel giornalismo che gli imponevano era troppo stretto, troppo convenzionale, quel giornalismo lo annoiava. Era fatto di schemi e teorie che venivano insegnate su banchi, e spesso chi lo professava si gonfiava del fatto di essere un giornalista obbiettivo e leale.

Ma Hunter non vedeva questo, il suo sguardo da vero giornalista andava oltre. Quello che mancava a quel giornalismo costretto a vivere e morire in una o piu’ colonne era la personalita’.

Oggi alcuni giornali, non sono poi cosi’ diversi, forse perche’ non hanno adottato il metodo – Gonzo- una forma alternativa al vecchio giornalismo, creata proprio da Hunter.

E cosi’ come tutti i geni, da Galileo che si invento’ il cannocchiale per vedere meglio il cielo, a Newton che si invento’ il calcolo differenziale per riuscire a capire le forse della dinamica che spiegano le leggi fondamentali del mondo, Hunter creo’ uno stile tutto suo, esplorando cosi’ spazzi e dimensioni che davano al lettore quel senso di cammino e di verita’ assoluta mai avuti prima.

Il giornalismo Gonzo, non e’ uno stile, ma una filosofia, un’aquila che vola e fa volare libera sul pezzo il lettore.

Una forma di giornalismo in cui i fatti sono considerati meno importanti di verità di fondo percepito. Lo stile di Hunter mescola i fatti alle sue esperienze personali. Attenzione, qui si sta parlando di qualcosa veramente importante, di un terreno sul quale successivamente e’ nato il nuovo giornalismo, di Tom Wolfe, Truman Capote ( quello di Colazione da Tiffany tato per intendersi), Norman Mailer ( doppio premio premio Pulitzer e famoso per il libro Il libro -Il canto del boia-).

Hunter (come e’ da suo nome) e’ un cacciatore del suo tempo e la sua preda principale e’ proprio il lettore. nel 1970 dichiaro’ alla stampa, sinceramente e nervosamente : “Non trovo nessuna soddisfazione nel vecchio, tradizionale pensiero giornalistico: ho solo descritto il fatto, ho solo dato uno sguardo neutro, ho solo trasmesso meri dati. La verità assoluta è un prodotto molto raro nel contesto del giornalismo professionale”.

Come dargli torto. La scusa di riportare la notizia, il fatto e rimanere neutri spesso e’ l’alibi per molti giornalisti di scrivere su niente e fare ipogrisia su tutto. Dove sta la personalita’?.

Hunter era convinto che si potesse raccontare il fatto nudo e crudo anche portando dentro l’esprerienza personale.
Il termine -Gonzo- non e’ di Hunter, ma fu di un giornalista di origini italiane che lavorava per il giornale Boston Globe, Bill Cardoso. Il termine -Gonzo- indica l’ultima persona ancora in piedi dopo aver bevuto tutta la notte, un usanza tipica di una comunita’ irlandese di Boston.

Il termine Gonzo si attacco’ sulla pelle di Hunter come un tatuaggio. Si inizio’ a capire che forse il giornalismo può essere veritiero senza dover essere rigidamente oggettivo.

E’ uno sguardo diverso sulla realta’,mira a descrivere le esperienze personali, le sensazioni, piuttosto che i fatti. Da nuove prospettive, nuovi punti di vista alla notizia troppo spesso immobilita nella loro essenza per una descrizione pubblica.

Hunter non era molto amato dalla stampa di quel periodo, come tutti i geni che portano un cambiamento, non e’stato capito, non e’ stato accettato, forse perche’ beveva molto, e quel nuovo giornalismo era visto per ubriachi, drogati, fuori di testa.

In realta’ era qualcosa di diverso che stava nascendo, troppo impattivo per essere accettato tra i rigidi schemi di un falso perbenismo. Libri, articoli, alcune sceneggiatura, scritte da Hunter, sono oggi capolavori senza tempo per una forma eclettica di giornalismo e scrittura che fa’ scuola e che fara’ scuola per molti anni ancora.

Di rado nei corsi di giornalismo si parla approfonditamente di Hunter,  solo in quelli che lasciano piu’ liberta’ al pensiero e alla personalita’ che al comune dovere dell’obbiettivita’ per raccontare un fatto.

Eppure Hunter era convinto di questo, convinto, che risalendo la corrente l’onda che generava sarebbe stata uno tsunami devastante nei fondamenti della comunicazione.

Ancora oggi Hunter Thompson non e’ ben amato da tutti, poco importa nemmeno Dio lo e’, ma per molti e’ un genio un anticonformista, vero e leale e rimarra’tale.

Il 20 febbraio 2005 ad Aspen, COlorado, in un giorno di freddo e pioggia, Thomson mori’ con un colpo di arma da fuoco. I titoli dei giornali scrissero suicidio. L’amico gioranalista Paul Roberts ha sempre sostenuto che fu’ invece ucciso. Mentre il suo giornalismo rivive ogni volta che c’e’ un po’ di verita’ e soprattutto di personalita’nei fatti.

Il grande amico di sempre, l’attore Jonny Depp, che ha interpretat nell’ottobre 2011 proprio un film -The Rum Diary- romanzo scritto da Hunter, gli ha fatto una grande festa per la dipartita, spargendo le ceneri come lui stesso voleva nel cielo del Colorado, perche Hunter voleva essere libero anche da morto, anzi voleva che la sua personalita’ volasse come un aquila sul mondo, e Depp ha voluto accontentarlo.

 

 

 

 


 

 

 

Editoria – Le prospettive dell’ informazione

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