Samantha Cristoforetti – missione Futura incontra Napoli

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 Termina, con la tappa napoletana, il Post flight tour di Missione Futura(1), una serie di incontri che hanno portato gli astronauti in giro per l’Italia. Un occasione imperdibile per vivere, in certo senso, l’esperienza di una missione spaziale rimanendo con i piedi per terra. Presenti gli astronauti di missione Futura Samantha Cristoforetti (2) e Anton Shkaplerov(3), prevista anche la presenza di Terry Virts(4) che all’ultimo è dovuto rientrare in America.

Questo tour, ha lo scopo, come dichiarato dagli stesso organizzatori, di divulgare e far conoscere al grande pubblico il lavoro degli astronauti al fine di comprendere l’importanza scientifica delle missioni spaziali. Portavoce migliore non poteva dunque essere altro che Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio nonché la detentrice del record di permanenza femminile nello spazio con un attivo di 200 giorni continuativi nello spazio.

La serata, terminata con un meraviglioso concerto di musica classica, si è svolta nella meravigliosa cornice del teatro San Carlo di Napoli. Presenti, tra gli altri, il sindaco Luigi de Magistris e il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca. In collegamento da Gerusalemme, inoltre, sono intervenuti, il presidente della Agenzia spaziale italiana (ASI) (5) Roberto Battiston e il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea(ESA) (6)Jan Woerner, che, tra le altre cose, hanno evidenziato quanto lo spazio sia da sempre un ponte che permette alle nazioni di tutto il mondo, di collaborare e di cooperare superando divisioni e conflitti che sono purtroppo tipici del pianeta terra.

 

Dopo i consueti discorsi di rito, è stato il momento della Cristoforetti, da tutti ormai conosciuta come AstroSamantha, che con l’aiuto di Anton Shkaplerov ha illustrando alcuni degli esperimenti condotti sulla Soyuz.

Raccontando anche piccole curiosità come il tempo necessario per arrivare nella spazio che, forse sorprenderà qualcuno, è di circa 8minuti come da lei stesso dichiarato.

L’astronauta, poi ha spiegato che i test nello spazio permettono di osservare dei fenomeni che “non succedono o sono difficili da osservare e misurare sulla terra perché mascherati dalla gravità terrestre”.

 

Ha aggiunto che nello stazione, è possibile una condizione di microgravità perché ruotando intorno la terra, la stazione crea le condizioni simili a quelle tipiche della caduta libera. In questo modo, dunque, è possibile studiare ad esempio cosa succede al corpo umano nello spazio, o studiare effetti dell’assenza di peso sulla circolazione sanguigna o analizzare il perché alla permanenza nello spazio è associata una perdita di acuità visiva.

Infatti, come aggiunto dall’astronauta russo, è proprio il sistema circolatorio il primo a risentire dell’assenza della forza gravitazionale terrestre.

 

L’intervento degli astronauti era impreziosito da una serie di slide che mostravano sia gli esperimenti scientifici sia come si svolge la vita quotidiana a bordo di una stazione spaziale.

Come si dorme, come si mangia, e come le cose, anche le più semplici, come il tagliarsi i capelli o fare ginnastica, diventino diverse sullo spazio. Ha inoltro posto l’accento sull’importanza fondamentale dell’acqua che, diventa ancora più vitale, se è possibile, che sulla terra. Infatti è dall’acqua che, tramite l’elettrolisi, si produce l’ossigeno necessario per respirare all’interno della stazione spaziale.

Alcuni degli esperimenti svolti durante la missione Futura, prevedevano, come detto, l’osservazione di cosa succede all’uomo nello spazio quindi, gli astronauti stessi sono stati le “cavie “della situazione come ha scherzosamente fatto notare AstroSamantha.Slide dopo slide, il pubblico è stato trasportando, se pur virtualmente, in uno dei viaggi che da sempre affascina l’uomo, da sempre curioso della realtà che lo circonda.

Gli astronauti non hanno dimenticato di sottolineare che il loro lavoro è il “mettere la ciliegina sulla torta” di un lavoro che coinvolge centinaia, spesso migliaia, di persone e che è inizia molti anni prima della loro partenza. Infatti, come è stato detto dal presidente dell’ASI, il prossimo grande progetto sarà quello di portare l’uomo su Marte ma, per fare ciò, per mettere quella “ciliegina sulla torta”, ci vorranno decenni.

Tra le cose che più ho apprezzato è stato il volere diffondere, attraverso questo tour, gli ideali che sono alla base di un buon equipaggio.

I membri di equipaggio, infatti, vivano a stretto contatto, vivendo gli uni con gli altri e, vivono gli uni per gli altri. È questo spirito di cooperazione e collaborazione a rendere vincente un equipaggio. Samantha, all’inizio del suo discorso, ha detto che il pianeta terra è come una grande astronave che dovremmo prenderci cura di lei come gli astronauti si occupano di una stazione spaziale sapendo che da essa dipende la loro vita.

Ha aggiunto che le piacerebbe che si diffondesse l’idea che, infondo, siamo tutti membri di uno stesso equipaggio e solo aiutandoci tra di noi, renderemmo questo equipaggio vincente. Ovviamente ,7 miliardi di persone sono cosa ben diversa che 6 persone, come lei ha precisato.

Tuttavia, non posso che condividere il suo pensiero e la sua speranza. Ingenuamente, voglio pensare, mi piace di pensare che, sparsi per il mondo, ci siano già tanti piccoli equipaggi che un giorno si uniranno diventando uno, su questa grande astronave chiamata TERRA.

 

 

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