Ad Ouarzazate, nel sud del Marocco, la centrale termodinamica più grande al mondo

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Ad Ouarzazate, nel sud del Marocco alle porte del Sahara, su di una superficie pari alla città di Rabat, la capitale del suddetto paese, nelle prossime settimane verrà inaugurata la centrale termodinamica più grande al mondo.

L’installazione che copre un’area decisamente estesa è composta da ben cinquecento mila specchi parabolici di ultimissima generazione alti rispettivamente dodici metri.

L’energia che Noor I sarà in grado di produrre nel 2020 raggiungetrà le ben 580 megawatt e come ricorda El Kedir manager di Masen, ovvero l’agenzia marocchina per l’energia solare, garantirà energia elettrica a più di un milione di persone.

Questa serie di dati di primissimo ordine dimostrano come il progetto Noor I sia molto più che una semplice centrale solare ma un vero e proprio símbolo per un paese che dopo la crisi sociale politica ed economica, avvenuta quattro anni fa, sta decisamente riacquistando considerazione nel panorama internazionale.

Vorrei ricordare che la Primavera Araba, che si estese all’intera area del nord Africa, iniziò propio in Marocco; quel periodo di turbolenta transizione politica tuttavia non rovinò in toto lo status quo ma al contrario la nuova ventata di democrazia e diritti civili è stata un vero e proprio volano per lo sviluppo amministrativo, politico, sociale ed in particolar modo economico.

Il Marocco è oggi un paese che, malgrado il suo recente movimentato passato politico, con il progetto Noor I sta dimostrando di aver definitivamente lasciato tutti i problemi alle spalle e di apprestarsi a competere anche nel settore delle energie rinnovabili con i migliori competitors internazionali.

Grazie al suo clima torrido ed alle enormi estensioni di terreno desertico il Marocco garantisce condizioni ottimali per la crescita di tecnologie nel settore del fotovoltaico.

La classe politica sta comprendendo come sia importante puntare sull’innovazione e su come questa possa poi positivamente riverberarsi nel tessuto economico e sociale.

Noor I quando entrerá in attività a pieni regimi produrrà una quantità così elevata di energia da servire non solo le case della popolazione ma anche fabbriche e distretti industriali.

Questa impressionante centrale termodinamica diventerà il simbolo attorno al quale i leaders marocchini fonderanno lo sviluppo del nuovo stato del Marocco, ma sarà anche fonte di ispirazione per tutti coloro che vogliano investire nel settore delle energie rinnovabili nei prossimi anni.