Ristrutturazione dell’ Islington Tunnel: Verificati circa 4 milioni di mattoncini

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Londra – Questa estate noi di italoeuropeo magazine ci eravamo già occupati delle condizioni infrastrutturali di Westminster e della sua possibile mastodontica ristrutturazione.

In effetti, viste le dimensioni di Westminster, sembra essere una impresa ai limiti dell’epico, tuttavia non solo gli edifici istituzionali hanno bisogno di qualche messa a punto ma anche i molteplici fabbricati industriali, come Battersea appunto, meritano di essere preservati e quindi ristrutturati.

 

 

Essendo una metropoli molto estesa ed avendo un passato ricco di storia industriale, Londra lascia ai suoi abitanti contemporanei l’eredità dei tempi andati fatti di carbone, ciminiere, fabbriche di mattoncini, fumo, e tutta quella serie di infrastrutture che a cavallo fra il diciottesimo e diciannovesimo secolo resero la capitale britannica il fulcro della rivoluzione industriale.

Camminando per le vie di Londra si percepisce subito questo bizzarro e curioso connubio fra edifici avveniristici e quelli del passato, quindi fra l’acciaio, ferro e vetro da una parte ed i mattoncini dall’altra. 

L’ultimo progetto di riqualificazione di una di queste tante infrastrutture del passato si tratta di un tunnel a Regent’s Canal nel quartiere di Islington. Probabilmente utilizzato per il trasporto merci, ricordo ad i nostri lettore che proprio sulle vie d’acqua come canali e fiumi l’Inghilterra pose le basi del suo sviluppo economico, ora l’amministrazione ha deciso di ristrutturarlo.

L’opera, progettata dall’ingegnere James Morgan padre tra l’altro di altri mirabili edifici come: St George’s Church a Wolverhampton, risale al 1818 e per la sua realizzazione sono stati utilizzati circa 4 milioni di mattoncini.

Ristrutturare il Regent’s Canal che ricordo essere lungo più di 800 metri, non sarà una imoresa facile in quanto team di ingegneri ed operai stanno verificando uno ad uno la condizione dei numerosissimi mattoncini ottocenteschi che sostengono il tunnel. È bello vedere come a distanza di secoli, l’amministrazione londinese ancora faccia affidamento su queste infrastrutture che furono a tutti gli effetti la spina dorsale dello sviluppo economico e sociale che caratterizzò la Britannia a cavallo fra il diciottesimo e diciannovesimo secolo.

È una forma di “archeologia industriale” che soddisfa due esigenze: da una parte rende la città molto caratteristica in quanto si intersecano edifici industriali ed edifici moderni, dall’altra permette un legame stretto fra passato e presente, un elemento importante questo poiché le comunità potranno progredire in maniera ascensionale solo se avranno un occhio rivolto a ciò che è stato ed uno rivolto al domani. 
Tommaso Vicarelli