Metà dei laureati italiani sogna il posto all’Estero. Londra la meta preferita

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lavoro a Londra

Dalle ultime notizie del ministero dello sviluppo economico, l’Italia stenta a risalire la vetta della crisi.

Rispetto alle altre nazioni è la peggiore, solo 0,9 punti di crescita rispetto a (2,7 in Germania, 4,2 in Gb e 1,9 in Spagna).

E cosi la metà dei  giovani laureati sognano di trovare lavoro all’estero e la meta ancora  più gettonata rimane Londra.

Sfiducia nel sistema, sfiducia nella meritocrazia, o semplicemente per voglia di andarsene da un paese che parla parla, ma non conclude. I giovani laureati che dovrebbero essere le colonne portanti del futuro del paese Italia, vogliono andare via e fanno di tutto per farlo.

Uno studio condotto su un campione di 1000 studenti fatto negli atenei italiani, con età compresa tra i 24 e i 28 anni, evidenzia che  solo il (33%) dei laureati tenta di rimanere in Italia. Il (50%) e’ desideroso di andare all’estero senza nemmeno un ripensamento.

Sempre secondo la ricerca fatta chi tenta la via dell’espatrio sono i laureati in materie scientifiche, tecnologiche, umanistiche, che sono più sfiduciati di altre discipline.

I molti laureati prendono la laurea triennale, poi fuggono dall’Italia e prendono altre specializzazioni all’estero, dandosi da fare con lavori part _time.

Si perché  i nostri giovani italiani laureati, all’estero  spesso non trovano subito il posto fisso, ma ne hanno speranza e si buttano a fare di tutto anche occupazioni occasionali, scoprendo delle capacità interiori che in Italia sarebbero rimaste latenti. E sono proprio queste capacità che fortificano la tenacia nella ricerca di un lavoro.

Il motivo dell’esodo verso il “lavoro promesso”, va ricercato sempre nel fattore economico, anche se in certi casi molti percepiscono uno stipendio basso rispetto alla qualifica che hanno, ma almeno hanno un lavoro, e comunque c’e’ la capacità di crescere in pochi mesi e quindi di ottenere stipendi più alti, cosa che l’Italia ancora stenta a fornire.

Un altro motivo per la grande fuga sta anche nell’ arricchire il proprio curriculum con esperienze fuori casa per poi ripresentarlo in altri paesi. Solo il (37%) riprova in Italia e solo il (10%) spesso trova occupazioni ma precarie.

Quello che e’ interessante e’ che i giovani laureati italiani sono meglio preparati dei loro coetanei di altri paesi, e molti appena all’estero tentano di aprire delle sturt-Up e mettersi per conto loro. Anche in questo caso città come Londra, Madrid, Berlino, si prestano molto bene  per iniziare una attività con una snella burocrazia.

La cosa difficile e’ poi mantenere attive le attività, ma qui sta’ alla bravura e allo spirito del giovane imprenditore.

Certi laureati appena arrivati all’estero, si ritrovano a fare i camerieri, che in Italia non avrebbero fatto ma lo fanno convinti che l’estero dia almeno la possibilità di un lavoro. Ed e’ cosi.

La meta per i giovani laureati rimane sempre Londra, per la lingua inglese che viene parlata in tutto il mondo, per la vicinanza con l’Europa, e perché  c’e’ una grande comunità Italia, ( si parla di 500.000 italiani) anche se rispetto ad altre comunità, a poco della vera e unita comunità.

Le parole che vengono dall’Italia sono belle e di buoni propositi sicuramente, ma la realtà e’ diversa, i giovani hanno bisogno di lavoro, sentirsi utili, poter creare, poter esprimersi sui lavori, non di parole.

L’estero per ora rimane sempre la vera opportunità, la vera via d’uscita, anche se questo non vuol dire la cosa  più facile ma vuol dire che è l’unica cosa da fare.

Si dice spesso che se l’Italia fosse un’altro paese molti giovani italiani rimarrebbero in Italia, si forse e’ così, ma rimane comunque il fatto che nel mondo, e nella società in cui viviamo oggi, estendere i confini, incontrare altre realtà rimane e sarà sempre la scintilla che farà muovere le menti, condividendo così la propria cultura  tra le altre culture.


 

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