Pianist without Borders- E’ italiano il pianista da guinness che regala la sua musica

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Paris 2

Londra  – Pianoforti. Strade, continenti, Kilometri. Notti insonni, viaggi, incroci di storie. Entusiasmo.

E’ difficile sintetizzare in poche parole la storia di Fabio Tedde (in arte, e su facebook, Pianist without Borders). L’abbiamo incontrato un giorno in metropolitana mentre suonava, e qualcosa di magico trasudava dalla sua performance. E così lo abbiamo intervistato.

E ci siamo emozionati. A sentire una storia così bella, audace e piena di speranza. Tutto inizia quindici anni fa, quando la routine di una vita in un paesino in provincia di Oristano, viene interrotta da un colpo di scena.

Una lotteria: un viaggio in Egitto vinto per caso. E sulla via del ritorno, una piccola grande illuminazione. Mentre è in aeroporto con un suo amico, Fabio si rende conto che non è nemmeno capace di ordinare un panino in inglese. Non è possibile. E’ deciso: Fabio lascia la sua amata terra, la Sargegna, e decide di partire per Londra. Dove imparerà l’inglese e incontrerà il mondo. E’ un inizio come tanti, nella grande capitale.

Come molti altri italiani finisce a fare il pizzaiolo, per 7 mesi. Poi un giorno un incontro gli cambia la vita. A Piccadilly ci sono dei musicisti – dei percussionisti. E’ amore a prima vista: si ferma a suonare con loro. E da quel giorno, per mesi e mesi, tutte le sere è lì, a condividere quella passione, a scandire la notte londinese a colpi di entusiasmo – dormendo 3 o 4 ore per notte. E da questo incontro del destino – così lo definisce lui – Fabio parte per l’Africa una terra che ha sempre amato fin da piccolo.

Va nel continente nero per migliorare le sue doti da percussionista, imparare da maestri africani. E l’Africa – come per tanti – gli rimane nel cuore. Ora che la sua vita da musicista lo ha portato a suonare oltre 770 pianoforti di strada in tutto il mondo (un record da guinness dei primati), il pianoforte vorrebbe portarlo lui da qualche parte. Nell’Africa rurale: l’Africa dell’istinto musicale primordiale.

In piccoli villaggi fuori dalle grandi citta’​ dove il pianoforte non e’ ancora arrivato. Ma per fare questo, Fabio ha bisogno di uno sponsor. Uno sponsor che gli permetta di disporre di un camion adatto a trasportare il pianoforte.

Idealmente «uno sponsor eco-friendly, per non inquinare troppo» – ci dice con convinzione. Ma se questo sogno, per ora, è ancora nel cassetto, ce n’è già uno che si muove e si spande per il mondo.

E’ il progetto Global Public Pianos (pagina fb): un consorzio di musicisti e artisti di tutto il mondo che hanno a cuore la diffusione di musica gratuita per le strade delle città di tutto il pianeta. Ed è anche grazie a questo magnifico progetto che Fabio ha viaggiato un po’ in tutto il mondo, portando in giro la sua musica e la sua passione, contagiando le persone con il suo entusiasmo. Una vita non facile, certamente, ma di cui lui non si pente affatto. «Portare un pianoforte in mezzo a una strada vuol dire creare una comunità intorno a quel luogo. E’ una cosa unica, incredibile, potente. Se potessi farei solo il musicista di strada».

Perché non è così – se ve lo state chiedendo. Fabio  regala buona parte del suo tempo alla musica gratuita, ma per vivere fa anche concerti per un pubblico pagante, come musicista professionista. Se potesse, però, suonerebbe solo in strada – dice ancora – regalando cioccolatini alla gente (la sua seconda passione). Ora che questo progetto è avviato e ha viaggiato per mezzo mondo, la quantità di storie e persone «pazzesche» che ha incontrato non si contano più.

«Una sera ero a suonare a New York, a Brooklyn, in un posto freddissimo. E non c’era quasi nessuno. A un certo punto si avvicina un signore homeless polacco. E’ rimasto due ore ad ascoltarmi. Poi la amica che era con me, e che per combinazione era polacca, mi ha tradotto quello che quel signore mi diceva e io non capivo: “Questo è uno dei momenti più belli della mia vita”. Queste sono le cose che ti ripagano di tutto». Ma ancora più emozionante è la storia che inizia a Tilburg, Olanda, qualche anno fa.

Fabio è lì a suonare e incontra un’altra ragazza che suona per strada. Dettaglio: la ragazza è in sedia a rotelle. Ha costruito un sistema che le permette di trascinare il suo piano. Due anni dopo, per caso, si rincontrano e si riconoscono.

E inizia un sodalizio artistico e umano che continua, ancora oggi. Se siete in giro per Londra in questi giorni potreste incontrare Fabio mentre suona a King’s Cross. E – chissà – forse in futuro lo incontrerete in Italia, dove in sempre più stazioni ferroviarie trovate pianoforti pubblici (Milano, Torino, Roma, Napoli e Venezia, per ora).

O in qualunque altra parte del globo. Perché il meraviglioso viaggio di Fabio è appena iniziato. La sua curiosità è tanta e la voglia di suonare per le strade del mondo lo è ancora di più. Forse andrà in Nepal, forse in Sud America. Imprevedibile. Di certo non si fermerà qui per sempre.

E nemmeno ha voglia di diventare un noioso musicista sedentario con tanto di contratto e etichetta discografica. Ci ha provato due volte, a dire la verità. Ha firmato un contratto e poi, poco dopo, se n’è pentito ed è tornato al nomadismo musicale.

Senza padroni, senza manager, senza dover svendere il proprio talento e ridursi alla cattività artistica. E così continuerà la sua strada, con entusiasmo e dedizione.

E, soprattutto, con una passione sfrenata per la musica. Quella musica che – questa volta viene da crederci – salverà il mondo.


 

 

 

Presto Fabio Tedde sara’ ospite a LondonONEradio.


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