Incontro con Gianrico Carofiglio

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 Si è tenuto ieri 28 aprile, all’Istituto Italiano di Cultura, un incontro­dialogo con Gianrico Carofiglio, introtto e argomentato da Federico Faloppa. Il tema della serata verteva su una riflessione critica del linguaggio, come viene usato e spesso Ex magistrato e politico italiano, Carofiglio, ha esordito come scrittore nel 2002, con il libro testimone inconsapevole, diventando da subito autore di best seller di gialli.

La conversazione è iniziata parlando del conosciutissimo avvocato Guido Guerrieri, l’eroe riluttante, che gli ha reso diversi riconoscimenti importanti. Secondo Carofiglio, il suo essere eroe, sta nel fatto di mantenere la sua integritá morale, pur vivendo in un contesto indifferente e Lo scrittore, ha poi spiegato l’argomento principale che fa appassionare tanto i lettori a Guido Guerrieri.

carofilio3 1E cioè , il conflitto interiore che l’avvocato vive, tra il senso di giustizia e le regole, che la sua formazione gli impongono. Le varie vicessitudini della vita, infatti lo portano di volta in volta a dover affrontare questa tragica scelta. Federico Faloppa, ha poi introdotto l’argomento sul potere e la manipolazione del linguaggio, parlando de, l’arte del dubbio, di Carofiglio del 2007, in cui si trattano diversi casi giudiziari realmente accaduti.

Nel saggio, la difesa e l’accusa argomentano le loro tesi, cercando di influenzare e convincere la giuria e il giudice di essere nel giusto. Ognuno cerca di rendere credibile la propria parte, ma l’idea che ogni singolo punto di vista possieda la veritá è un’illusione pericolosa.

La giustizia per essere giusta deve essere una e comunemente accettata. Se ne deduce quindi l’importanza di comprendere il significato profondo delle parole. Questo è il tema che viene affrontato nel libro, con parole precise, uscito nel 2015, dove si discute sugli oscuri significati che svuotano il senso di una parola.

Bisogna pretendere da parte diun politico o di un comunicatore un linguaggio chiaro e pulito. Il potere oscuro della comunicazione fa parte di una democrazia malata e comporta un problema Quando la conversazione con Carofiglio è terminata e dopo una lunga fila di fans che gli hanno chiesto autografi e foto (una fan era arrivata dalla Danimarca solo per vederlo), abbiamo avuto modo di rivolgergli un paio di domande.

Cosa ne pensa dell’uso della retorica oggi, nel linguaggio in generale e nella politica? “Il significato nel tempo è stato ingiustamente danneggiato. In origine la retorica era l’arte dell’argomentazione, quindi una parola bella e importante. È diventata una parola con un significato spregiativo. La buona retorica, la buona argomentazione dovrebbe esserci tanto nella politica come nel diritto; ma la cattiva argomentazione, che è quella che oggi si chiama retorica, andrebbe eliminata anche attraverso le riflessioni scritte o parlate che af rontiamo in queste Come si possono coinvolgere i giovani, abituati a richiudere il concetto in un tweet, ad affrontare il problema sul linguaggio? “I giovani e i meno giovani vengono coinvolti, se si mostra rispetto per loro per quello che sono per quello che vogliono.

Questo si puo fare in molti modi, da scrittore si mostra rispetto verso il lettore non facendo quello che loro vogliono, ma cercando di parlare una lingua che capiscono e cercando di fargli provare piacere nella lettura.anche se si dicono cose serie, profonde o complicate.

Questo è un modo per entrare in rapporto con i giovani, riconoscere le loro esigenze, senza accettarle in maniera indiscriminata, ma capire che hanno un punto di vista dif erente e ovviamente molto rispettabile”.

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