2 Giugno – Una giovane Signora di 70 anni: la nostra Costituzione

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( 1 Giugno 1946) Settant’anni fa gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere i membri dell’Assemblea Costituente. Furono le prime elezioni libere dopo il fascismo e le prime a suffragio universale, la prima volta che votarono le donne.

Il popolo italiani aveva due  compiti importanti, eleggere l’assemblea costituente la quale poi aveva il compito di redigere la costituzione, e scegliere la nuova forma dello stato, repubblica o monarchia.

A favore della rebubblica erano il partito della Democrazia Cristiana, Partito Comunista e Partito Repubblicano, il partito Liberale era per la monarchia. Con 12.718.641 favorevoli e 10.718.5002, gli italiani scelsero la Repubblica. De Nicola viene eletto capo dello Stato provvisorio, la costituzione entra in vigore il 1 Giugno 1948.

Date e fatti importanti per gli italiani. Settanta anni dopo invece di rimanere ancorati alla piu’ bella costituzione del mondo, c’e’ chi vuole scardinarla, riaggiustarla, dimenticando troppo in fretta quei padri fondatori che hanno datto al popolo italiano delle linee guida, rigide, ma flessibili e liberali, piu’ di ogni altra costituzione al mondo.

C’e’ chi dice che e’ vecchia, e superata, ma se messa a confronto con le altre costituzione, vedi la magna carta 1215, e quella degli Stati Uniti, 1787, la nostra e’ giovanissima, brillante, bella e se la si legge bene affasciana ancora proprio per come e’ stata concepita, scritta, amata.

Una costituzione Democratica perché è dato particolare rilievo alla sovranità popolare, ai sindacati e ai partiti politici. Questo e’ uno dei passaggi fondamentali, di democrazia di un paese. Ma come  sappiamo bene, dalla teoria alla pratica non e’ mai la stessa cosa.

Ed ecco che alcuni poteri politici, decidono, ( spesso non conoscendo la storia) di poter rifare un lifting alla vecchia signora Costituzione, essendo in un mondo modero, la vita e’ cambiata, certi punti, dicono, non servono piu’ perche’ concepiti e fatti per quel tempo.

Rintengo che sia un dovere invece mantenere saldi i fondamenti costituzionali, proprio perche’ tuttto cambia, tutto scorre velocemente, avere un punto di riferimento stabile, fisso, aiuta nel viaggio come una luce, come un faro immezzo ad una tempesta.

La costituzione come mi era stata introdotta a scuola non l’ho mai capita. Ho dovuto leggerla da solo, leggerla in totale librera’, entrando nelle sue parole,spesso difficili lo ammetto, ma radicate nelle coscienze di italiani che hanno fatto l’Italia. E ho potuto apprezzare e sentire gli echi di storia che non ho potuto vivere.

La costituzione e’ giovane nella sua essenza, e’ ancora molto attuale e’ una delle molte cose, anzi la prima che ci fa dire di essere Italiani anche nel mondo.

Ogni paese e’ campalista a suo modo, ne abbiamo un esempio qui in Inghilterra, ma noi italiani, troppo spesso lontani dalla politica corrotta e chiacchierona, quando siamo chiamati a dare il nostro giudizio in qualunque posto del mondo siamo, ritorniamo attenti ai fondamenti dei nostri pastri.

La nostra costituzione dovrebbe essere un punto di riferimento dove tornare sempre dopo un nubifragio politico, come ritornare da una vecchia madre pronta ad accogliere i suoi figli dispersi, e non dimenticarla o calpestarla, dovrebbe essere un punto di aggregazione e non di divisione.

Se la si legge bene entrando nelle pieghe piu’ nascoste delle sue parole, dentro la costituzione italiana troviamo le basi di uguaglianza e di liberta’ che sono state e sono alla base dell’Europa, erano gia’ state scritte settantanni fa’ in forma “primitiva” ma concettualmente ben chiare.

I nostri patri costituenti, fecero qualcosa che va oltre la semplice costituzione Italiana, con quelle parole avevano gia’ messo le basi dell’Europa, la stessa in cui viviamo oggi. Settanta anni fa’ qualcosa cambio definitivamente la storia di Italia, non c’e’ altro da cambiare se non seguire ancora l’onda di quel cambiamento  ancora vivo e giovane.