“Tallulah” La frase chiave del film: “Say me goodbye!” – “Dimmi addio!”

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Recensione by Katya Marletta

L’esordio alla macchina da presa della neo regista e scrittrice americana Sian Heder accende l’entusiasmo del pubblico del Sundance Film Festival londinese. “Tallulah”, questo il titolo del suo film, è una pellicola di rara sensibilità e delicatezza in totally rose; un manifesto che ha come protagoniste indiscusse le donne e le tante sfumature che le caratterizzano. Scelta ardua, che raramente viene proposta sul grande schermo.

Il film racconta la storia di Tallulah (detta Lu) – interpretata dalla brava Ellen Page – una vagabonda, la cui esistenza è alla deriva. Lu infatti è una ladruncola, le sue giornate trascorrono all’insegna della totale assenza di regole, ruba nei locali e scorrazza in giro con il suo furgoncino.

Lu condivide la sua avventura con il suo fidanzato Nico (Evan Jonigkeit), suo fedele complice di malefatte. Godere della totale  libertà è l’unico scopo dei due giovani, che sono uniti da un sincero sentimento e dalla voglia di girare il mondo.

Un giorno però Nico le confida che non lo soddisfa più il loro vagabondare. Vorrebbe stabilirsi a New York City e provare ad avere una vita “normale”, trovarsi un lavoro, una casa e avere dei figli. Lei invece sogna di andare in India e di immergersi nell’adrenalina di quel lungo viaggio. Lu non vuole una vita “normale”, e così lui decide di lasciarla, e lo fa senza dirle neppure addio. In preda allo sconforto Lu decide di andare a New York, dove è certa di ritrovarlo. Giunta nella Grande Mela, incontra Carolyn (Tammy Blanchard), una donna psicologicamente instabile e alcolizzata. Carolyn, ha una bambina, Madison, della quale non riesce a prendersi cura. Chiede a Lu di occuparsi di lei.

Lei, inizialmente riluttante all’idea di fare la babysitter, accetta il lavoro alla vista delle banconote che Carolyn le sbandiera sotto il naso.

Tra giochi e coccole trascorre la giornata con la piccola Madison, nel frattempo si fa strada in lei un sentimento di protezione che mai aveva povato prima di quel momento: vuole salvare quella creatura indifesa da quella madre assente e assolutamente inadatta. L’unica soluzione è portare Medison con sè. 

Carolyn ritorna a casa, devastata e totalemente sbronza, e si addormenta senza accorgersi di nulla. L’indomani, appena sveglia, nota che Lu e Medison non sono più lì e in preda al panico avvisa la polizia del rapimento.

Da quel momento prende il via la caccia alla ragazza. Lu intanto decide di chiedere aiuto alla madre di Nico, Margo (Allison Janney), e per convincerla le dice che la bambina è sua nipote e che il figlio le ha abbandonate. Le vite delle tre donne si intrecciano inesorabilmente, dando vita ad un rapporto speciale che porta in scena i buoni sentimenti e le tante sfaccettature dell’essere donna, madre e moglie.

La Heder per la sua prima prova alla regia, predilige un tema delicato e vibrante, calibrando bene dramma e commedia. Brave Ellen Page, Tammy Blanchard Allison Janney che donano ai personaggi Lu, Carolyn e Margo rara autenticità.