La lettera di Federica la rabbia e la speranza dopo la Brexit

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Londra: Cameriere,camerieri, barman anche per chi non p … - offerte di lavoro all'estero Estero

La lettera di Federica e la rabbia per la Brexit ma anche la speranza. Riportiamo una testimonianza pervenuta alla nostra redazione.

“Gentile redazione mi chiamo Federica [ ….] vi seguo sul sito del magazine  e sulla radio  e dalle pagine fb. Oggi vorrei chiedervi la possibilità di pubblicare una mia opinione sulla Brexit , una sorta di  articolo che spero possa esser pubblicato, non sono una giornalista, ma spero che sia di vostro gradimento.

Sono un’ italiana, come tante e tanti italiani venuti in Gran Bretagna in particolare a Londra, perché  in Italia no ho mai trovato il giusto spazio per le mie idee, per la mia creatività. Sono una parrucchiera, anche se appena arriva a Londra non ho trovato lavoro nel mio settore ma ho fatto la cameriera e dopo due anni ancora servo ai tavoli, italiani, spagnoli, francesi, americani e inglesi.

Ogni mattina esco di casa con la voglia di lavorare, perché  credo in questo paese, o meglio dovrei dire forse credevo in questo paese, in questa città, nelle sue bellezze, nelle sue magiche notti, nei sui pub, ma sopratutto nella sua multiculturalità.

I miei amici sono europei proprio come me, o amici inglesi che amano l’Europa proprio come me, ma il 24 Giugno mi sono svegliata in un incubo, che spesso, ancora oggi, spero che sia solo un brutto sogno.

Questo paese che amo, per un’ attimo l’ho odiato proporsionalmente all’amore che gli ho dato.

In un attimo ho rivisto me all’aeroporto di Malpensa, zaino in spalle e troller nella mano, asciugare una lacrima di mio padre e mia madre, ma quel giorno avevo nel cuore una gioia immensa, quella di venire in quest’isola, crearmi una mia vita, lottando sudando, ma consapevole che Londra e la Gran Bretagna non mi avrebbero fatto soffrie, non mi avrebbero tradito.

Ieri non sono andata al lavoro, mi sono data malata, ho camminato lungo il Tamigi, sola, osservavo le persone, le acque scorrere  sotto i ponti, ho visto gli attori di strada, ho visto quella Londra che ho sempre sognato e amato.

Ho ripensato a quanti piatti ho lavato per questo paese, ha quanti piatti ho portato sui tavoli con il mio sorriso, e la mia spontanientà. Eppure ora mi sento male, mi sento estranea, mi sento tradita, mi sento senza un posto, senza sogni da realizzare.

Anche le persone ora mi sembrano che mi guardino in maniera diversa. Mi sento estracomunitaria. Poi mi dico, No! Federica, non sei tu che sei estracomunitaria, ma sono gli inglesi che usciranno dall’Europa, ad esserlo,  tu sei italiana e tu sei ancora in Europea.  Magre consolazioni di una ragazza che ha pure il ragazzo inglese.

Io non mi intendo molto di politica, di economia, io sono venuta qui’ solo per crescere, per costruirmi la mia strada, e ora questa strada non la vedo più, non la percepisco più.

Mi dicono non cambierà nulla, ma a me sembra che sia cambiato tutto. La cosa che più mi fa rabbia é  non sapere cosa succede domani, se ci sarà un domani per me, qui’, in questo paese.

Leggere notizie troppo spesso marcate o massacranti di uno scenario politico ed economico apocalittico, mi fanno tremare, mi rendono instabile, mi sembra di essere tornata alla prima volta che mi ha lasciato il mio primo ragazzo, e mi ripetevo nella mia camera tappezzata di poster, che ne sarà di me?!

Già che ne sarà ora dei miei sogni, del mio lavoro. Che ne sarà della nostra promessa che ci siamo fatti con il mio ragazzo di vivere qui in questo paese, crecere qui i nostri figli, perché ritenuto uno dei paesi più forti, ricchi, e liberi che ci sono al mondo. Che né  sarà di noi.

Tornare indietro, mi fa più male forse del non conoscere il futuro, rimanere é  una incertezza che mi attacca alla Luna ogni sera e non mi fa dormire.

Molti dicono che per un periodo si andrà male ma che poi le cose si stabiliscono e la Gran Bretagna ritornerà ad essere il paese di prima, di qualche giorno fà, e che ha fatto la cosa più giusta, perché  lEuropa si basa su lobbi che non fanno interesse comunitario, e quindi crollerà.

Altri invece mi dicono che ha fatto l’errore più grosso che poteva fare dopo la fine della seconda guerra mondiale e che diventerà un paese povero.

Insomma, da un lato non vorrei mai essere venuta qui’, ma dall’altro ne sono orgogliosa e fiera, ho creduto in questo paese e conoscendomi alla fine continuerò a crederci, perché  per due anni mi ha sfamata, mi ha permesso di comprarmi il mio primo Apple da sola, pagare un affito, e non posso dimenticarlo.

No! non lo dimentico, anche perché  il paese in se é  sempre il solito, sono cambiate le condizioni, causate da alcune persone che non hanno pensato alle conseguenze dei giovani, oppure ci hanno visto lungo l‘Europa é  davvero alla fine.

Io sono piccola, i grandi discorsi non li sò fare, io sono venuta qui solo per fare la parrucchiera, con il sogno di aprirmi un mio negozio, e se dovrò lottare  ancora lo farò, si, lo farò con tutta me stessa,  perché  mio padre mi ha sempre detto che una grande persona non si misura da quanti soldi ha, o dal vestito che porta, ma da quanto é  forte nel rialsarsi.

Questo paese mi ha aiutata e so che lo farà ancora, e io ora lo voglio aiutare lavando ancora piatti, finché  mi é  concesso, e se dovrò farmi una visa, o altro li farò. Cara mia amata Londra, piangiamo insieme oggi per poi correre e rivolare insieme domani.

Spero che non sia stata troppo lunga e vi ho annoiato.

una caro saluto alla redazione

Federica [……]”