Sarà una dura Brexit

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Luisa Liu
LONDRA- Una nuova statua carica di positività al Trafalgar Square– un Pollice all’insù, lo stesso per i MI PIACE.
Alto ben 7 metri, il Pollice puntanto verso l’alto, opera dell’artista contemporaneo David Shrigley, mostra l’apertura di Londra, creatività e ottimismo, nonostante la Brexit. Questo è lo spirito con cui il Regno Unito affronta la Brexit, con tanta positività, tanto ottimismo, con un Pollice all’insù. E soprattutto dopo la Brexit, va sottolineato che Londra rimarrà APERTA.
Pollice alzato contro la crisi, per dire che tutto è ok, per affrontare la Brexit.

In realtà la statua non era stata progettata con l’intento di collegarla alla questione della Brexit, ma così è stato interpretato. L’artista stesso conferma: “L’opera può assumere qualunque significato vogliate attribuire, ma, in realtà, non significa ciò”.
Brexit, pollice all’insù? Brexit, MI PIACE?
www.express.co.uk
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Sarà una dura Brexit. La Gran Bretagna vuole essere indipendente e presto lo sarà completamente: “Ora è tempo di uscire dall’UE”, ha annunciato Theresa May, confermando così che, entro marzo 2017, la Gran Bretagna e l’Unione Europea non saranno più marito e moglie.
Si attiva pertanto l’articolo 50 del trattato di Lisbona -firmato da May per l’appunto- per l’avvio formale dell’iter di questo divorzio dall’UE.
E così come ogni divorzio, segue la separazione dei beni, non certo facile da fare.
La Gran Bretagna rivendica la proprietà dei loro vini; non tanto per la cifra contabile (solo 3 milioni di euro), quanto piuttosto per una questione di principio. A questo si aggiunge la partita sulle proprietà immobiliari, le cui cifre, invece, si aggirano su una decina di miliardi di prezzo di acquisto; certo i prezzi saranno aggiornati ai valori di mercato attuale. Difficile, però, si presenta la spartizione dei beni: la Gran Bretagna era amalgamato, come il sale oramai sciolto nell’oceano dell’Unione Europea e cercare di discernere i componenti del NaCl (sale) con il mare è alquanto difficile.
Theresa May ha assicurato la tutela dei pieni diritti degli europei residenti in Gran Bretagna anche successivamente alla Brexit, almeno finché sarà primo ministro.
Pare, infatti, che non toccherà quelli che sono già da tempo qui a Londra, ma potrà avere ampi riverberi su coloro che hanno intenzione di venire a Londra, ma che ancora non si sono inseriti nel tessuto inglese.Tutto, però, è ancora nella nebbia, ancora da svelare.
uk.businessinsider.com
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Durante la conferenza dei Tories di ‘sta mattina, Theresa May ha annunciato che il Regno Unito non deve subordinarsi a nessun Paese nella decisione della politica sull’immigrazione, ma deve riprendere il controllo dell’immigrazone; inoltre, ha illustrato l’intero iter per l’uscita dall’Europa: entro il 2019 il Regno Unito sarà dunque fuori dall’Europa. May ha, però, assicurato la stabilità negli scambi commerciali tra le aziende e le compagnie con il resto d’Europa.
Dopo l’annuncio, è stato immediato il CROLLO DELLA STERLINA, sfiorando il minimo storico. Il Chancellor Hammond ha dichiarato che per il regno sarà un periodo molto turbolento, ma sarà disposto a fare tutto il necessario per ristabilizzare l’economia britannica. Lo scopo di Theresa May è strappare un accordo con l’Unione Europea per negoziare gli scambi e creare un free market per il Regno Unito. Il leader dei liberal democratici, Tim Farron, l’ha già definito un disastro che non porterà a niente.

Cosa ne sarà della Gran Bretagna? La Brexit è stata effettivamente la scelta più saggia? O avrebbero dovuto combattere fino in fondo, piuttosto che gettare la spugna? A quali conflitti porterà questo divorzio tra il Regno Unito e l’Unione Europea?
A certe domande non è affatto facile rispondere, anche perché non c’è una risposta univoca, a quanto pare. Sta di fatto che la convivenza more uxorio -o semplicemente la separazione dei beni sin dal principio- in questo caso probabilmente non avrebbe portato a questo problema. La causa primordiale del divorzio è per l’appunto il matrimonio. È triste dover ammettere che talvolta questioni così banali ci sfuggono.

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