Priorità ai connazionali, afferma Rudd

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Luisa Liu
LONDRA- Gli Inglesi hanno la Precedenza.
Al fatto che la Brexit coinvolga anche il limite alla circolazione delle persone, come ha affermato Theresa May, Angela Merkel ha risposto aspramente che sarà negato l’accesso al mercato europeo all’UK, se la libertà alla circolazione delle persone non verrà garantita. A questa asserzione risponde Amber Rudd in modo ancora più acerbo. La Brexit pare diventare lo sfondo della Guerra Fredda tra le opinioni delle grandi donne rappresentanti delle varie Nazioni.
Che la Brexit sia oramai una realtà consolidata pare ovvio, ma le ripercussioni della Brexit continuano a rimbombare in ogni ambito: il tema della migrazione non fa eccezione.
Amber Rudd, ministro interno britannico -appartenente al partito conservativo-, ha proposto LISTE (di PROSCRIZIONE) dei lavoratori stranieri immigrati nell’UK. Lo scopo è scovare l’illegalità da parte di molti stranieri e prevenire il loro comportamento abusivo, ha sostenuto. Ma è veramente così? O è piuttosto segno di xenofobia?
Sembra che il lato razzista stia man mano emergendo e addirittura sembra che preannunci il ritorno del nazismo.
Non a caso Lord Bilimoria, rettore della Università di Birmingham, ha definito la proposta shock alquanto sconvolgente.
Tim Farrow, il leader dei Liberal Democratici, addirittura la definisce una politica digustosa da gettare nella spazzatura.
Persino Carmichael, compagno di partito della Rudd, non ha apprezzato la proposta delle liste degli stranieri.
Carolyn Fairbairn, direttore generale della Confindustria britannica, sottolinea il loro diritto nella libera scelta dei lavoratori: in particolare bisogna attrarre i migliori talenti ed investire su quest’ultimi.
Il “Resident Labour Market Test” (spiegata a breve) e la “Lista dei Lavoratori Stranieri”, perciò, risultano alquanto dannosi per gli affari e la crescita economica in generale.
Ma secondo Rudd occorre svergognare le aziende che privilegiano le assunzioni di straniere, in quanto considera stranieri come sinonimo di abusi; …eppure, ciò nonostante, non vuole essere chiamata razzista. Coerenza?
Rudd ha annunciato che gli immigrati stranieri non possono usurpare i posti degli inglesi; ha così introdotto restrizioni sui visti d’ingresso sia per studio -che saranno concessi  sulla base della qualità dell’università- che per il lavoro -posti di lavoro sono RISERVATI AI BRITANNICI, solo gli eventuali posti di lavoro residuali saranno concessi agli stranieri. “PRIMA I NOSTRI”, in breve.
Rudd ha posto così un limite all’outsourcing, previlegiando la manodopera in casa. Ha quindi presentato il “Resident Labour Market Test”, che impone le aziende a pubblicare gli annunci di lavoro prima nel Regno Unito e solo 28 giorni dopo all’estero. A questo si aggiunge l’obbligo di mostrare la percentuale di stranieri sul totale di dipendenti. Questo dovrebbe essere per favorire gli inglesi, assicurando loro posti di lavoro; è giusto dare una PRECEDENZA alla gente locale.
Ha inoltre ripetuto di voler diluire i nuovi arrivi “da centinaia a decine di migliaia”, una promessa non mantenuta in passato né da David Cameron, né dall’attuale primo ministro Teresa May.
Siamo veramente sicuri sia la scelta più saggia? Siamo sicuri sia il percorso più giusto da percorrere? Occorre proprio svergognare le aziende che privilegiano le assunzioni di straniere? Stranieri è veramente sinonimo di abusi? Ne dubito.

 

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