Brexit: il punto di vista di Alessandro, giovane che guarda al futuro

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Londra,
(Mazziotti Joseph)

Alessandro, supervisor a Barbour di Long Acre, nel centro di Londra, originario della provincia di Venezia, laureato in economia aziendale a Milano, decide di trasferirsi a Londra per cambiare aria e per conoscere nuove modalità di studio e per proseguire il proprio sviluppo personale e professionale.
Venuto a Londra nell’ottobre del 2013 ha fatto un anno di esperienza in un’azienda di open space. Questa “è stata un’esperienza che mi ha fatto capire quanto Londra sia una città piena di opportunità e possibilità per chiunque” spiega Alessandro. Un anno dopo ha fatto un master alla Regent’s University in Luxury and Brand Management seguita una tesi che è stata una collaborazione che si potrebbe chiamare un progetto di consulenza per la “Belstaff”. “Dopo questa esperienza mi sono disilluso sulla facilità di trovare un lavoro all’altezza delle mie aspettative”, dice, e tramite la propria ragazza si è trovato a fare il lavoro di puro venditore part-time nel negozio di Barbour di Carnaby Street. Una cosa che non mancherà mai nel suo lavorare è mettere il cento per cento su ogni cosa che fa, e questo gli ha permesso velocemente di diventare sir Member Flag ship store, poco dopo Keyholder e adesso Supervisor in questo negozio. Sviluppi futuri propria carriera toccano più il raggiungimento di rami manageriali dell’azienda non necessariamente Barbour, che vorrebbe muoversi fuori dal centro. Anche la ragazza lavora per Barbour, adesso part time e ha iniziato un master Art Curating alla University of London. I loro progetti sono quelli di continuare a vivere insieme e trovare il meglio anche per sviluppare la propria vita personale, per questo motivo pensavano anche di riabbracciare il ritorno in Italia entro un paio di anni.
Un’opinione sulla Brexit? “Fino ad adesso non mi ha toccato.. ma so che c’è , ed è come una spada di Damocle sul collo. Volendo io entro cinque anni potrei fare domanda per residenza ufficiale del Commonwealth e cavarmela” “Se riuscissimo a trovare qualcosa che soddisfa sia me che la mia ragazza, a prescindere dalla Brexit, in Italia, lo faremo. Se invece saremo qui e la Brexit avrà effetto allora agiremo di conseguenza secondo le regole.”

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Rumors e opinioni del popolo? Come si muoverà la gente? “Sono andato da nord a sud dell’Inghilterra e non ho mai avuto nessun problema. Quando si parla di Brexit a Londra, tutti dicono di aver votato “No”, in questo negozio su venticinque soltanto uno ha votato a  favore, dunque mi sento supportato pienamente dal gruppo di londinesi. Di italiani ne conosco e non sento grandi preoccupazioni, quelli che conosco con una preoccupazione maggiore sono titolari di start-up o altri business già avviati che non sono così radicati nelle regole, come le istituzioni impongono. Vedo che comunque queste cose si presentano ciclicamente ogni cinquanta anni. Se possa essere un ritorno al nazionalismo non lo so se è giusto o sbagliato, diciamo che spesso non si guarda indietro per prendere esempio dagli errori precedenti.”
Questa di Alessandro è solo una delle interviste fatte dalla nostra redazione, per ascoltare le altre sono presenti sul nostro sito: la trasmissione radiofonica integrale al sito http://www.londononeradio.com/songs/creativity-talk/ e l’articolo al link
http://www.italoeuropeo.com/2016/10/10/londra-meno-lavoro-per-gli-italiani/

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