BREXIT E REFERENDUM: IL LORO IMPATTO SULL’EUROPA

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Londra,
(Borri Giacomo)

 

Venerdì 7 Ottobre 2016 al King’s college di Londra si è tenuta la conferenza a titolo “Europe at Crossroads: The impact of referendums on the EU” con a rispondere alle domande Sandro Gozi esponente del PD nonché Sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri con delega agli affari europei nel Governo Renzi.

 

Si è parlato di Principalmente di Brexit e del Referendum Italiano che verrà votato il 4 Dicembre prossimo. Gozi ha fatto inoltre delle premesse riguardanti gli ultimi sviluppi del governo inglese. Ha spiegato come sia indispensabile ormai un concetto di Unione Europea in cui tutti i suoi cittadini siano liberi di poter viaggiare e spostarsi da uno stato all’altro liberamente senza bisogno di passaporto e soprattutto senza paura. “Non puoi tornare indietro ad una Europa dove gli Europei non sono liberi di spostarsi, è inconcepibile” spiega Gozi.

Dopo i due conflitti mondiali e guerra fredda siamo riusciti col tempo a trasformare le frontiere (sempre in riferimento all’Europa) da zone di guerra a zone a zone di pace.

È stata mostrata come legittima la scelta di avere un regime distaccato dal resto dell’Unione Europea, sebbene in contrasto con un governo, a detta di Gozi, più “solidale”, ma non per questo giustificherebbe l’esclusione o meglio la futura penalizzazione dei lavoratori stranieri in favore dei lavoratori inglesi che il governo di Teresa May vorrebbe fare. In un paese in cui ci sono così tanti immigrati, con ospedali pieni di pazienti anche non britannici è inconcepibile, spiega Gozi, che vi possano essere solo medici e infermieri inglesi. Lo stesso dicasi per gli altri settori lavorativi nel Regno Unito.

 

 

Arrivati al Q&A (il tanto atteso botta e risposta) subito si è partiti con argomenti più mirati:

 

D:“Avevamo davvero bisogno della Brexit per far si che si smuovessero le cose e ci svegliassimo?”

 

R:“Non avevamo bisogno della Brexit per svegliarci, la situazione era già molto brutta già prima della Brexit

 

A detta di Gozi la situazione era già abbastanza grave prima della Brexit per non essere già attivi e pronti per il futuro. La situazione Europea a livello internazionale era già in movimento soprattutto adesso in vista delle elezioni francesi e tedesche.

 

Parlando del Referendum Italiano, Gozi ha spiegato rispondendo alle domande che questa potrà essere un’opportunità per l’Italia di potersi adeguare col resto d’Europa per quanto riguarda la prassi legislativa, eliminando di fatto il bicameralismo italiano, e quindi (si spera) tempi morti e inutili rinvii legislativi: “Possiamo diventare più Inglesi, più Francesi, più Tedeschi..”

Spiega inoltre che da quando lui è ha iniziato ad occuparsi assieme ai suoi collaboratori delle faccende europee partendo da un numero record di violazioni commesse a livello legislativo europeo, ora si è arrivati al minimo storico di violazioni commesse a livello europeo dall’Italia, riducendo del 35% l’illegalità italiana (così la chiama lui) a livello europeo. Arrivando a sottolineare che ormai ha le prove, stando alle sue parole, che in un sistema ad una sola camera (come potremmo avere se vincesse il SI) lui potrebbe essere ancora più veloce nel ridurre il tasso di illegalità italiano, piuttosto che essere frenato dal nostro sistema attuale a due camere.

 

Al di là del vero o del falso, va comunque ricordato che certe leggi europee sono molto generalizzate e spesso inadatte una volta utilizzate in un contesto più specifico e più nazionale. È lo stesso motivo per cui è impensabile la creazione di un Codice Civile comune a tutta l’Unione Europea (ogni tentativo di crearne uno è fallito miseramente). Perciò va ricordato che parte di questa illegalità potrebbe essere dovuta proprio alla naturale tendenza di certe leggi europee a non adattarsi al territorio Italiano. Quindi sebbene la situazione prima fosse critica, è alquanto improbabile e impensabile di immaginare un quadro ipotetico in cui ci sia un’Italia perfettamente adattata alle misure europee. Perciò sebbene almeno sulla carta sia vero che una sola camera ridurrebbe drasticamente i tempi legislazione, è bene ricordarsi che ci sono comunque dei limiti soprattutto a livello europeo che nel sistema attuale non possono essere superati solo cambiando il numero delle camere.

 

Piccola menzione va fatta riguardo un breve scambio di battute con un sostenitore del partito 5 Stelle a cui Gozi ha tenuto a sottolineare come tale partito celebri il sistema elettorale inglese nel regno unito ma vi sia contro al momento di introdurlo nel sistema italiano. Aperta e chiusa parentesi.

 

Gozi ha parlato di come la struttura e l’approccio italiano nell’euro zona non siano sostenibili nel medio periodo. Mostra come a suo parere servano molti più investimenti sia nel settore pubblico che privato per lo sviluppo nell’euro zona. Ed è per questo che bisogna prepararci secondo lui al dibattito per la sostenibilità dell’euro zona. La prima tappa saranno le elezioni francesi e tedesche ma successivamente il martello dei politici dovrà battere sul ferro delle nuove politiche europee. Parlando delle istituzioni europee e dei loro investimenti in Europa viene chiesto a Gozi se in queste include anche la Banca Centrale Europea, cosa che conferma aggiungendo che secondo lui lo scopo delle Banca Centrale non deve essere solo quello di garantire la stabilità ma anche quello di garantire un alto livello di occupazione.

 

 

La Brexit una volta che diventerà effettiva avrà per forza qualche effetto negativo sull’Italia proprio a causa dell’interdipendenza che ora lega le due nazioni. Ed è proprio a causa di questa interdipendenza tra nazioni che altre nazioni europee adesso sono così attente e preoccupate dell’esito del referendum italiano. Ed è qui che sorgono le domande dei presenti a riguardo.

 

D: “Quali sono i lati positivi nel votare NO, e quali sono i lati negativi nel votare SI?”

 

R:“…è una riforma che arriva dopo 30 anni di dibattito e che si concentra con pochi punti chiave, ed è proprio riguardo questi punti chiave che io non vedo il lato negativo nel semplificare il processo legislativo eliminando una camera, non vedo il lato negativo nel rendere più chiare le competenze tra stato e regione considerando che negli ultimi 40 anni la nostra corte costituzionale si è espressa nel 70% dei casi in sentenze volte a chiarire se tali competenze appartenessero a stato o regione…andando poi ad eliminare il Comitato Nazionale Economia e Lavoro, considerato che in Italia lo potremmo chiamare residuato bellico…ed è per questo che non vedo i lati positivi nel votare NO e i lati negativi nel votare SI.

 

Se vinceremo il referendum faremo in modo di avere una democrazia più efficiente, trasparente e con meno costi operativi, garantendo una maggiore influenza e maggiore credibilità all’interno dell’euro zona

 

Questi sono quindi i punti chiave riguardanti Brexit e Referendum emersi dalla conferenza. A questo punto mi sono avvicinato a conferenza finita per chiedere a Sandro Gozi cosa direbbe in poche parole a tutti quegli italiani (che poi sono la maggior parte) che al momento vedono del bene sia nel SI che nel NO per toglierli da questo limbo:

 

Tutti quelli che sono contenti della situazione attuale e non hanno interesse a fare cambiamenti votino NO, per tutti quelli interessati ad una camera singola, più veloce nel legislare, meno onerosa nei costi operativi, interessati ad una spartizione delle competenze tra Stato e Regione chiara e precisa, il tutto per garantire una maggiore stabilità e funzionalità dello Stato a livello Europeo, votino SI

 

 

Una risposta prevedibile quindi e da vero politico, ma è bene rifletterci su bene, perché nel bene o nel male si sta parlando di un cambiamento importantissimo per la situazione politica italiana.

 

Infine tutti coloro interessati a maggiori informazioni a riguardo, potranno seguire la diretta LIVE su London One Radio il 25 Ottobre a cui parteciperanno Roberto Stasi e Luigi Bille per discutere dei pro e dei contro sia del SI che del NO.

 

 

 

 

 

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