Mercato del lavoro: che cosa cercano le aziende italiane?

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Il mercato del lavoro sembra essersi stabilizzato, almeno secondo l’aumento delle assunzioni pari al 10% registrate solo nell’ultimo trimestre del 2015. Il livello di disoccupazione nazionale, però, tarda ad affievolirsi e la colpa sembra essere proprio dei giovani disoccupati che, a causa della scarsa formazione, non riescono ad immettersi nel mondo del lavoro.
Quali sono i maggiori criteri di assunzione delle aziende italiane?
Il solo diploma non basta come trampolino di lancio nel mondo del lavoro e neppure una formazione specifica. Sempre più aziende, infatti, ricercano figure in possesso di un titolo di laurea, ma anche in questo caso i criteri di selezione si fanno ancora più complessi.
Secondo un’attenta analisi su tutto il territorio nazionale, le lauree più richieste sembrano essere quelle di secondo livello, come ad esempio quelle ingegneristiche o quelle economico-statistiche, ma non è tutto. Un altro criterio fondamentale ai fini della selezione, infatti, è l’ottima padronanza di almeno una lingua straniera, in primis l’inglese. Infine, oltre al percorso universitario che, secondo le aziende, deve essere svolto nel più breve tempo possibile, risultano rilevanti anche le esperienze di lavoro, soprattutto quelle cumulate all’estero.
Università telematiche: un modo alternativo per laurearsi
Una laurea è dunque un requisito fondamentale per trovare un’occupazione. Purtroppo, però, non tutti dispongono del tempo necessario per affrontare diversi anni di studi. Per questo motivo, le università online rappresentano una nuova frontiera dell’istruzione, garantendo un percorso universitario con metodi alternativi, ma comunque efficiente come le università tradizionali. In pratica, le università telematiche come ad esempio la Niccolò Cusano, permettono di seguire le lezioni in qualsiasi posto ci si trovi, attraverso l’impiego di dispositivi multimediali come tablet e PC, offrendo così la versatilità di studiare e seguire i corsi secondo le proprie esigenze. Questo tipo di università risulta egualmente riconosciuta dai consorzi universitari come quelle tradizionali e offre una vasta gamma di facoltà.
Perché è necessario padroneggiare le lingue straniere
L’italia rappresenta uno degli ultimi paesi in Europa per livello di scolarizzazione linguistica, avanti solo alla Francia. Questo dato rilevato da alcuni organi statistici, purtroppo, va analizzato con molta attenzione in quanto cela un’amara verità. Del 39% dei giovani disoccupati italiani, infatti, circa il 23% viene scartato nei colloqui di lavoro proprio a causa della scarsa preparazione in lingue straniere. In modo particolare, com’è facile intuire risulta l’inglese la lingua più richiesta, in quanto risulta la lingua più parlata al mondo e quella maggiormente utilizzata fra i rapporti societari internazionali.

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